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Mps: dopo i soldi spariscono anche i voti

Dopo i soldi,  spariscono anche i voti. Lo scandalo Mps pesa solo sul Pd oltre un punto percentuale. Rispetto a una settimana fa, secondo lo studio Euromedia di Alessandra Ghisleri, la sondaggista preferita da Berlusconi perché finora le ha azzeccate tutte, ad oggi  il 41,4% degli italiani ritiene il partito di Bersani coinvolto nella vicenda del Monte dei Paschi. Coinvolgimento che vale  un bel -1,1% che fa scendere il Pd  dal 31,8% e lo vede sempre più vicino a quella soglia ‘psicologica’ del 30% che fa fregare le mani al Cavaliere a quota 28% insieme con la Lega. Rimonta dunque il Pdl, sia pure di un misero  0,2%, nonostante lo scivolone del suo presidente su Mussolini e sulle cose buone fatte nel Ventennio, proprio nel giorno delle celebrazioni per la Giornata della Memoria. Evidentemente per lui non vale quello che successe all’abate Martino, quello del “per un punto…perse la cappa”, ovvero per un errore fu sollevato dal suo incarico.

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I dati invece, anche quelli dell’istituto Tecnè per Sky Tg24 (24,1%), entusiasmano Silvio che parla di ”rimonta spettacolare”: “Abbiamo recuperato 10 punti in pochi giorni e siamo alla pari al Senato, con una nostra prevalenza nelle tre regioni più importanti. E ci sono 5 punti di distacco alla Camera”.

Ma le vicende di Mps puniscono anche Monti e la sua lista Monti (-1 punto percentuale) che si ferma a 8,2%. E questo vuol dire, secondo Ghisleri,  che “il premier in ogni caso viene percepito dagli italiani come l’ uomo delle banche e dell’ aiuto alle banche”. Il vero fenomeno si conferma Beppe Grillo, aumentato del 2,5 %, (14,7% per Tecnè e 13,1% per Euromedia), grazie anche alla sua partecipazione la settimana scorsa all’assemblea degli azionisti della banca di Siena insieme ad Oscar Giannino (anche “fermare il declino” guadagna qualcosina).

Ricapitolando, l’affaire Mps ha tolto voti al Pd,  in buona sostanza non ne ha portati al Pdl, ma ha fatto guadagnare M5S la cui crescita è destinata, pare, a non fermarsi ancora.  Perché gli italiani sono sempre più scontenti e arrabbiati per una politica che tutto fa tranne pensare ai reali problemi del Paese. Sarà dunque quest’ultimo scandalo, tutto italiano, sul modello del ‘October surprise’ americano, ovvero l’ avvenimento imprevisto che accade nel mese precedente le elezioni del Presidente,  a condizionare il voto politico del 24 e 25 febbraio, e gli Stati Uniti?

 

 

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