Assemblea degli azionisti con Beppe Grillo

Mps: Grillo all’attacco “tutti a casa”

Su Monte dei Paschi Siena il leader del movimento cinque stelle Beppe Grillo non  molla la presa e va giù sempre più duro. Secondo lo stile politicamente selvaggio che lo contraddistingue non usa mezzi termini per bastonare uomini e protettori politici di Rocca Salimbeni. Per dimostrare che non teme i morsi del candidato premier della sinistra Pierluigi Bersani, Grillo dalla Sicilia, lancia un nuovo quanto grave “j’accuse” che può essere così succintamente riassunto: sullo scandalo della banca senese le responsabilità appartengono per un 99% a uomini nominati dal partito Democratico. Dunque inutile chiamarsi fuori o minacciare di sbranare come ha fatto Bersani quanti associano lo scandalo di Siena al Pd. La verità è che per Montepaschi nel momento in cui la magistratura non esclude nuovi clamorosi sviluppi giudiziari ,la situazione resta” esplosiva e incandescente”.grillo-bersani Un  pozzo nero dove , tra non molto, caleranno anche i riflettori di una commissione parlamentare d’inchiesta chiamata a fare luce su quello che si sta profilando come il più grande scandalo finanziario della storia d’Italia. Per numero di persone coinvolte, per l’enormità degli ammanchi e per la vastità delle complicità istituzionali e politiche finora accertate. Uno scandalo che continua a riservare sorprese sconcertanti  dopo la scoperta da parte dei magistrati di una “ banda del cinque per cento” ovvero dell’esistenza di una cupola interna alla banca che taglieggiava e lucrava su ogni operazione dell’istituto. Nuove circostanze che non potevano non trascinarsi dietro ricadute politiche. “Se si va a vedere la Fondazione, ci sono persone nominate dalla Regione, dalla Provincia e dal Comune e al 99 per cento sono del Pd”, afferma Grillo, secondo cui “La prima cosa che si deve fare e’ andare a fare un’ indagine dal ’95 ad oggi su tutta la gestione. Si sono comprati una banca che valeva tre spendendo dieci, quindi sette di
minusvalenza. Questo e’ uno scandalo tre volte quello della Parmalat, in quanto siamo già a 24 miliardi di euro. Tutti soldi -sostiene Grillo- che andavano all’ estero e tornavano con lo scudo fiscale per il quale il Pd si e’ rifiutato di controbattere in Parlamento facendo approvare il provvedimento. Ora capiamo perchè”.
Poi Grillo si scaglia anche contro il nuovo management della banca senese: “Profumo ha vissuto sempre a pane e Pd, e invece di aprire una commissione d’ inchiesta seria su chi era sfuggito ai controlli di Bankitalia e Consob ha licenziato quattromila persone. La verità –rincara.- il leader di 5 stelle ” è che  “I partiti sono diventati banche e le banche sono partiti”. Lapidaria la conclusione: “ bisogna mandarli tutti a casa”.

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