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Natale laico in una scuola di Rozzano

Si avvicina il Natale e, puntualmente, si ripropone il tema dell’opportunità del presepe o di una recita scolastica ispirata alla cultura cristiana e accompagnata da musica e parole che celebrino la nascita di Gesù.

Ormai, quello che appare sempre più chiaro nel mondo occidentale, quindi anche in Italia, è che il timore patologico di offendere le minoranze immigrate o, peggio, la paura di subire attentati, porta alcuni a rinunciare alle nostre più belle tradizioni e, in ultima analisi, alla nostra profonda identità.

E’ successo in provincia di Milano, dove nell’istituto scolastico di via Garofani, a Rozzano, il preside, all’insegna di una rigorosa e ‘sana’ laicità, dopo i sanguinosi fatti accaduti a Parigi 15 giorni fa, ha rimosso i crocifissi dalle classi e cancellato la festa del Natale. Ad alcuni genitori, che avevano chiesto di inserire testi come “Tu scendi dalle stelle”, il preside – già candidato sindaco per una lista civica e per il M5S – ha risposto con un secco ‘no’ “in nome della laicità della scuola pubblica”. La Festa musicale di Natale, appuntamento che negli ultimi anni si è tenuto al Teatro Fellini di Rozzano, fatto di canti e cori, natalizi e non, e frutto del lavoro e dell’entusiasmo di insegnanti dei bambini, è stata rinviato a gennaio. Si chiamerà Festa d’Inverno.

Questa doppia scelta del professor Marco Parma, questo il nome del dirigente dell’istituto di cui sopra, ha provocato la reazione indignata dei genitori degli studenti. E su Twitter si è accesa la polemica:  “Il preside di Rozzano dice che la scuola è laica? La scuola è pubblica e nella nostra vita pubblica c’è il Natale, il presepe e i nostri canti”, ha detto Maurizio Lupi, capogruppo alla camera di Area Popolare. La  decisione, “frutto di una lettura ideologica”, come ha sottolineato il parroco di Rozzano Vecchio, è stata criticata anche dal sindaco Barbara Agogliati che ha detto di non condividere una scelta del genere e ha assicurato che cercherà di fare in modo che la festa venga ripristinata.

Lo spostamento della festa, secondo la vicepreside Ornella Godi, sarebbe stato deliberato “per evitare strumentalizzazioni. Il programma del saggio quest’anno è basato sulle filastrocche di Gianni Rodari e sulle canzoni di Sergio Endrigo”. Motivo in più per non rimandare la recita.

Sui crocifissi rimossi, Parma sostiene che “non ci sono da tempo. Un paio di genitori ha proposto di metterli nelle aule e il Consiglio di Istituto a giugno ha respinto la proposta”. La vicepreside, invece, spiega “che in due aule c’erano e nelle altre no. La decisione del Consiglio di Istituto è stata quella di uniformare e togliere i crocifissi che c’erano”. Qualcuno potrebbe intravedere in questa decisione anche la, solo ipotetica, motivazione dettata dall’evitare di dover affrontare una spesa non preventivata. Magari il servizio economato di ogni scuola fosse  cosi’ attento e risparmioso! Tante famiglie che hanno figli studenti potrebbero evitarsi a inizio di ogni anno di dover versare il contributo per cancelleria e persino per la carta igienica!

La festa “rinviata” nell’Istituto comprensivo di Rozzano è quella dei bambini delle elementari: negli anni scorsi, era l’appuntamento prenatalizio prima della chiusura per le vacanze. “I ragazzi delle medie invece – a detta del preside – faranno il loro evento di Natale il 17 dicembre al Teatro Fellini. In ogni caso ogni classe, se lo vuole, potrà organizzare la sua festicciola nella propria aula”.

Chiacchiere e spiegazioni poco plausibili a parte – che hanno comunque costretto il preside dell’istituto Garofani a rimettere il mandato limitatamente alla primaria – , la verita’ sta nella scelta di rinunciare al Natale, come ad altre tradizioni. Ben sapendo che il terrorismo e’ impietoso e colpisce anche quando rinunciamo ad affermare nostra cultura. Se quella della scuola di Rozzano e’ davvero dettata dai fatti cruenti di Parigi, di sicuro la risposta peggiore e’ far capire ai fondamentalisti islamici che siamo disposti a cancellare la nostra identità.

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