Guadagnino a bigger splash

Niente applausi per Guadagnino a Venezia 72

Prendiamo il dipinto di un famoso artista pop contemporaneo, uno di quelli di David Hockney ad esempio, un film degli anni ’60, come “La piscina” di Jacques Deray, e un cast di attori di fama internazionale, e mischiamoli insieme, questo è “A bigger splash” di Luca Guadagnino. Una raffinata ricetta che però non sembra aver funzionato. Il Thriller-erotico presentato oggi alla Mostra del cinema, secondo italiano in concorso per Venezia 72, ha ricevuto più fischi che applausi.

La bellezza glaciale di Tilda Swinton, l’esperienza di Ralph Fiennes e l’eleganza passionale della giovane Dakota Johnson non sono bastati a convincere il pubblico in Sala Grande. In “A bigger splash” una famosissima cantante rock a riposo, il suo ragazzo, il suo logorroico produttore, nonché suo ex, e la figlia di questo si trovano in vacanza a Pantelleria d’estate. La convivenza tra i quattro problematici personaggi provoca un’esplosione di desideri, passioni e nostalgie che degenerano in modo incontrollato in violenza. Ed è proprio questo finale poco riuscito a lasciare perplessa la critica.

I dissensi alla fine della proiezione stampa? Sono nella natura del Festival” commenta a caldo Guadagnino. Secondo il regista “A bigger splash” è un film che “indaga la frattura che si crea dal desiderio dicotomico di amare e uccidere il padre” e dallo scontro di sentimenti e concetti come passione, piacere, autorità e potere, “il tutto in un aspro paesaggio nel Mediterraneo, vivo e selvaggio”.

Resta da vedere cosa ne penserà il pubblico al Pala biennale dopo la proiezione di questa sera.

Vania Amitrano

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