giornata internazionale della felicità

Onu: ecco i Paesi più felici del mondo

Porre fine alla povertà, ridurre le disuguaglianza e proteggere la salute del nostro pianeta. Nella Giornata internazionale della Felicità, l’Onu elenca gli aspetti fondamentali per arrivare al supremo stato di benessere fisico, psicologico e sociale.

In un mondo globalizzato, oggi più di ieri, la nostra felicità è strettamente legata a quella degli altri e si basa sull’impegno di uomini e Paesi per uno sviluppo sostenibile. Per raggiungere questo fine, già due anni fa, nel 2015 le Nazioni Unite avevano lanciata una lista di 17 obiettivi, riportando  le testimonianze di Karan Jerath (20), Sarina Divan (17), e Noor Samee (17), che con le loro azioni avevano dimostrato che impegnarsi per la felicità, propria e degli altri, è possibile oltre che auspicabile.

Tutti e tre sono infatti stati scelti dalla campagna a sostegno della campagna #PiccoliPuffiGrandiObiettivi che sta supportando nella sede dell’Onu e a New York i funzionari delle Nazioni Unite, l’UNICEF per celebrare la Giornata Internazionale della Felicità. Karan Jerath ha inventato un dispositivo di contenimento che potrebbe prevenire la fuoriuscita di petrolio in mare e garantire la protezione della vita marina ed è così diventato un giovane Leader delle Nazioni Unite per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Sarina Divan è una forte sostenitrice di un’iniziativa di responsabilizzazione al femminile della Fondazione delle Nazioni Unite nel suo liceo. Noor Samee è invece un blogger, sostenitore dell’UNICEF e si occupa di giustizia sociale e sensibilizzazione sui temi trattati dai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

A sostegno dell’iniziativa anche la cantante Demi Lovato e gli attori Joe Manganiello e Mandy Patikin, i tre doppiatori del prossimo film d’animazione  I Puffi : Viaggio nella foresta segreta, in sala dal 6 aprile.

In occasione della ricorrenza, l’Onu ha pubblicato anche il World Happiness Report, ossia la classifica delle nazioni più felici del mondo non basata sul prodotto interno lordo. Il messaggio è che l’indice di ricchezza di un Paese non possa essere l’unico grado di misurazione della felicità dei suoi abitanti (tanto più che si dovrebbe tenere conto anche di come è distribuito tale “benessere economico”).

I fattori presi in considerazione nello stilare la classifica, oltre al reddito, sono stati la cura della comunità, la libertà, la generosità nelle donazioni, l’onestà, la salute e il buon governo. Nel caso della nazione più felice, la Norvegia vince perché, si legge nel rapporto Onu, ha scelto di produrre il petrolio di cui è ricca in un certo modo (con estrazioni lente) e investire il ricavato di questa ricchezza per il futuro, piuttosto che per l’immediato, si è isolata dal cosiddetto ciclo ‘boom and bust’ (crescita veloce e crisi severa) che ha colpito molti altri paesi ricchi di risorse economiche. A far pendere l’ago della bilancia a sfavore di Paesi economicamente forti come Cina e Stati Uniti anche l’aumento della corruzione.

La prima posizione se la aggiudica quindi la Norvegia (nel 2016 era quarta), togliendo il primato alla Danimarca, seguono poi Islanda e Svizzera. Gli Stati Uniti sono al 14/mo posto, l’Italia al 48/mo dopo l’Uzbekistan e prima della Russia.

P.M.

 

 

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