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Onu: oltre 65 milioni di rifugiati nel mondo

Quasi settanta milioni di persone costrette a lasciare il proprio Paese a causa di guerre, povertà e persecuzioni politiche e religiose. E’ questo il quadro degli esuli nel mondo dato dall’ultimo rapporto dellUnhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel giorno dedicato a tutti coloro che hanno dovuto, tra moltissime difficoltà, abbandonare le proprie case.

In occasione della celebrazione della giornata mondiale del rifugiato, è intervenuto  il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: La Giornata che oggi celebriamo – ha detto Mattarella – ci spinge a sottolineare la coerenza con i valori della Costituzione repubblicana delle iniziative assunte in materia dall’Italia, lontani da approcci di indifferenza se non ostilità verso le vittime di tragedie dell’umanità che si sviluppano ai confini dell’Europa”.

Ancora più preoccupante, il fatto che il dato segnalato dalle Nazioni Unite segna una crescita rispetto all’anno scorso: con circa 300mila persone in più dal 2016, siamo al “il livello più alto mai registrato”.

In media – spiega l’agenzia – nel mondo, una persona ogni 113 è costretta ad abbandonare la propria casa – vale a dire un numero maggiore del 21esimo Paese più popolato al mondo, la Gran Bretagna”.

Non basta. Sempre secondo i dati forniti dall’Onu, questo fenomeno si ripete una volta ogni 3 secondi. Per l’Oxfam, l’organizzazione no profit contro la povertà nel mondo, si tratta di una “gravissima crisi umanitaria” che non fa altro che accendere i riflettori sull’emergenza profughi nel Mediterraneo, dove all’inizio del 2017 si registravano già duemila morti nel tentativo di raggiungere le nostre coste. Basti pensare che solo in quest’anno i minori che sono arrivati in Italia sono stati oltre 6200.

Secondo i dati forniti da Oxfam, il Paese che ha prodotto più profughi è la Siria che, dopo sei anni di guerra e oltre 2 milioni di vittime ha portato più di 12 milioni di siriani a fuggire dal proprio Paese alla fine del 2016.

Gridare all’emergenza non serve. Serve – ha sostenuto la presidente della Camera Laura Boldrini – lavorare con più determinazione alla soluzione dei problemi che sono alla base di questa gigantesca migrazione forzata. Le cause le conosciamo bene: vecchie guerre che si trascinano da anni e nuovi conflitti; regimi dittatoriali che calpestano i diritti umani; cambiamenti climatici che provocano alluvioni e siccità. Problemi che richiedono anche un attivo protagonismo dell’Europa”, ha continuato la Boldrini, sottolineando così l’importanza della cooperazione europea in una complessa ed importante questione come quella dei migranti.

“La grande sfida che l’Europa deve saper raccogliere – ha concluso la presidente della Camera Laura Boldrini – è sconfiggere la paura e non tradire sé stessa”.

P.M.

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