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Pappagallo dopo due mesi di fuga riconosce proprietaria

Si affaccia al balcone di casa a Pescosolido, in provincia di Frosinone, nel cuore della Ciociaria, e sulla ringhiera vede uno splendido esemplare di pappagallo cenerino (Psittacus erithacus).pappagallo-cenerinoUna specie ovviamente non autoctona visto che il comune di poco più di mille e cinquecento anime si trova alle pendici dell’ Appennino. Motivo per cui l’avvistatrice avverte gli agenti della polizia Provinciale che lo prendono in consegna e lo affidano ad un centro specializzato di Sora in attesa di individuare il proprietario.
Questo accadeva alla fine di ottobre. Da allora molti pretendenti, desiderosi di entrare in possesso del volatile, si sono fatti avanti. Ma nessuno è riuscito a dimostrare la  ‘paternità’, visto che nel registro regionale dei possessori di animali esotici non risulta alcun  proprietario dell’esemplare. Poi, qualche giorno fa da San Vincenzo Valle Rovereto, in provincia dell’Aquila, altro comune ‘molto’ popoloso (duemila e cinquecento anime in tutto) arriva una donna che percorre la distanza di 25 chimometri per arrivare a Pescosolido. Ha saputo del ritrovamento di un pappagallo. Una volta raggiunto il luogo dove il volatile era curstodito, non c’è bisogno di presentazioni né di dimostrazioni. E’ il volatile stesso a riconoscere la padrona, le vola sulla spalla e chiama per nome “Brina” il cagnolino con il quale viveva prima di perdersi e arrivare a Pescosolido.

Si sa che i pappagalli hanno capacità di ragionamento, una memoria e una intuizione riscontrate finora soltanto nelle scimmie. Se messi di fronte a un indovinello circa il nascondiglio di uno spuntino, ad esempio, per esclusione arrivano ad capire dove si trova. Lo ha dimostrato un’equipe di ricercatori della University of Vienna’s Konrad Lorenz Research Station, in Austria, dando a sette pappagalli grigi africani o pappagalli cenerini  una noce e un seme prima di nasconderli sotto a due tazze opache. Quindi schermando le tazze hanno rimosso una delle due ricompense dal nascondiglio mostrandola ai pennuti. A quel punto gli uccelli dovevano indovinare sotto quale tazza si celasse l’altro cibo. Una femmina di pappagallo si è mostrata capace di risolvere l’enigma 23 volte su 30, per tre quarti dei tentativi. Segno che questi volatili sanno utilizzare l’inferenza per esclusione, così è chiamato questo processo logico, per individuare una possibile ricompensa.

Lieto fine dunque per il pappagallo cenerino volato dalle montagne abruzzesi fino in Ciociaria. L’uccello è tornato a casa insieme alla sua proprietaria che ha ringraziato vivamente gli agenti della polizia provinciale per il lavoro svolto e le cure prestate al suo pappagallo.

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