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Pensioni, Matteoli: stiamo trattando, soluzione non facile

matteoliEntro domani devono pervenire al Consiglio europeo le risposte dell’Italia . Ma non c’è ancora nulla di deciso, anche se il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli assicura che «stiamo trattando (con la Lega, ndr) e i margini di trattativa ci sono». Oggi, comunque, non è in programma una nuova riunione del Consiglio dei ministri.

«Perchè non ce n’è bisogno – sempre per Matteoli – Se si trovano gli accordi, il premier mercoledì li illustrerà all’Europa». «Sostanzialmente siamo tutti d’accordo che le pensioni è meglio non tagliarle, però – ha aggiunto ancora il ministro delle Infrastrutture – se non si tagliano le pensioni bisogna trovare qualche altra soluzione il che non è facile. Abbiamo già preso – ha ricordato – due provvedimenti: uno a luglio e uno ad agosto e, quindi, intervenire ancora non è facile. I ministeri hanno subito tagli importanti e per quanto concerne la spesa per la politica ha avuto molti tagli e quindi non è facile». In discussione rimane quindi, e come priorità assoluta, l’allungamento dell’età pensionabile. Ma il tema di una possibile nuova riforma delle pensioni genera però irritazione tra i sindacati. «Non faremo passare un sopruso di questo genere – assicura il segretario della Uil, Luigi Angeletti – Dire che siamo pronti a scendere in piazza è un eufemismo per dire che contrasteremo in vari modi un provvedimento di questo genere. L’unica soluzione in questo momento – aggiunge – è andare subito al voto». Ma si ritorna alla necessità di trovare questa intesa sul piano programmatico: «Bisogna fare ogni sforzo – afferma Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera – perché non c’é nessuna reale alternativa al governo Berlusconi. L’ opposizione parla di governo di transizione o di governo tecnico solo per far cadere il governo Berlusconi ma non perché é in grado di sostenere la manovra economica di cui si parla. Di conseguenza -prosegue Cicchitto- in caso di caduta del governo Berlusconi ci sarebbe un autentico salto nel buio con conseguenze assai negative anche per la tenuta finanziaria del paese. Allora va fatto ogni sforzo per ricompattare la maggioranza anche sulle questioni programmatiche più delicate».

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