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Piazza della Loggia, condanna dopo 41 anni

Condanna all’ergastolo per l’ex medico veneto Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte, responsabili della strage di Piazza della Loggia. Dopo 41 anni, la Corte di assise di Milano ha condannato all’ergastolo Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte per la strage di Piazza della Loggia dove alle 10.12 del 28 maggio 1974 un ordigno esplosivo uccise 8 persone e ne ferì gravemente altre 100 durante una manifestazione antifascista.

“È sempre brutto sentire la parola ergastolo, ma questa decisione tiene aperta la speranza e ora abbiamo anche una verità giudiziaria, oltre che una verità storica”, commenta Manlio  Milani, presidente dell’Associazione familiari vittime della stage di piazza della Loggia che quel giorno fa perse la moglie. I due ordinovisti (membri del Movimento politico di estrema destra Ordine Nuovo nato 1969 e poi diventato gruppo terrorista) erano stati assolti in primo e in secondo grado, rispettivamente nel novembre 2010 e nell’aprile del 2012. Nel 2014, nell’ambito della terza inchiesta condotta dalla Procura bresciana, la Cassazione decide per un nuovo processo, concluso in queste ore.

I motivi dell’assoluzione erano stati definiti “ingiustificabili e superficiali” dai giudizi di Piazza Cavour: ora dopo più di 40 anni, la Storia condanna l’ex ispettore di Ordine Nuovo in Veneto, Carlo Maria Maggi (che ha ormai 80 anni e coinvolto anche nel processo della strage di Piazza Fontana) come mandante dell’operazione e Maurizio Tremonte di 63 anni, allora membro dei servizi segreti del Sid,  come esecutore e depistatore delle indagini, confermando il racconto di Carlo Digilio, “armiere” di Ordine Nuovo.

La strategia della tensione. Quanto avvenuto a Piazza della Loggia, ma anche quanto è accaduto in Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre del 1969 è dunque riconducibile a quella “strategia della tensione”  che prevedeva l’adozione di azioni volte a destabilizzare il paese, una vera e propria “macchina militare” operante nell’ombra, in grado di favorire all’interno dello Stato svolte autoritarie.

“L’esito è il premio per un impegno, quello della Procura di Brescia, che non è mai venuto meno in tanti anni – afferma l’ex giudice istruttore Guido Salvini Se la Procura di Milano avesse fatto altrettanto, credo che sarebbe stato possibile andare anche per piazza Fontana al di là di quella responsabilità storica che comunque le sentenze hanno accertato in modo indiscutibile nei confronti delle stesse cellule di Ordine Nuovo al centro del processo per Piazza della Loggia”.

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