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Più navi NATO nel Mar Nero, Mosca non ci sta

Più navi NATO nel Mar Nero. È la decisione presa dai ministri della Difesa del patto atlantico per migliorare le difese sul fianco orientale.

A dare l’annuncio è stato oggi il Segretario generale Jens Stoltenberg. Secondo l’ex premier norvegese, questa “aumentata presenza navale nel Mar Nero” avrà funzioni di “addestramento, esercitazioni e ‘situation awareness’” e di “coordinamento della Forza navale stanziale” per “operare assieme alle altre forze alleate” nella zona.

Di tutt’altro avviso è il Cremlino. Oggi il presidente Vladimir Putin, in un incontro con i vertici dei servizi segreti, ha accusato la NATO di voler “provocare” la Russia per “trascinarla in uno scontro”, e alcuni Stati dell’alleanza di “interferire negli affari interni del Paese per destabilizzare la situazione politica e sociale”.

Stoltenberg ha riferito anche di aver ricevuto una richiesta formale di aiuto dal governo di accordo nazionale di Tripoli. L’esecutivo di Fayez al-Sarraj – che è l’unico governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, ha rapporti privilegiati con l’Italia, ma controlla di fatto una parte esigua del territorio nazionale, e solo grazie ad accordi con milizie indipendenti – ha chiesto alla NATO di assisterlo nella formazione delle istituzioni di difesa e di sicurezza nazionale.

Martedì scorso, Sarraj era andato al Cairo per un vertice con Khalifa Haftar, braccio armato del governo di Tobruk sostenuto da Egitto e Russia, ma era tornato a Tripoli dopo un giorno senza essere riuscito a incontrare il generale rivale.

Il Segretario generale NATO ha anche detto la sua sulla proposta di Italia e Spagna di valutare anche la qualità, e non solo la quantità, del contributo degli Stati alle operazioni dell’alleanza. “L’equa ripartizione degli oneri – ha detto Stoltenberg – non riguarda solo la spesa, ma anche la contribuzione alle missioni e operazioni della Nato”. I due Stati europei “stanno contribuendo davvero in molti modi”: “con la presenza in Afghanistan e in Kosovo, con i Patriot della Spagna in Turchia”, e poi con le “operazioni marittime” dell’Italia e “l’aumentata presenza avanzata” lungo il confine orientale. “Siamo molto grati per questi contributi”.

Stoltenberg ha risposto alle critiche di James Mattis, il nuovo segretario per la Difesa USA, che aveva accusato gli alleati di contribuire troppo poco alle spese dell’alleanza: “Nel quadro più ampio della ripartizione degli oneri, mandare soldati alle operazioni fa parte del contributo”. Quindi “la contribuzione europea è sostanziale”.

F.M.R.

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