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Più sesso più ricchezza. Un’equazione da valutare con attenzione

Più fai sesso, meglio stai. Non solo perché fa bene alla salute –  nel maschio stimola la produzione di testosterone, l’ormone che protegge il cuore e ha effetti antidepressivi – ma anche dal punto di vista del portafoglio. Ebbene sì, un incredibile studio britannico ha messo in luce un aspetto del sesso mai preso prima in considerazione: l’attività sessuale costante, intorno alle due o tre volte alla settimana, aumenterebbe del 4,5% il valore dello stipendio. Non male, specie di questi tempi. Anche perché il contrario, ovvero una certa pigrizia a letto, può far scendere il salario fino al 3,2%.

Lo racconta uno studio dell’Anglia Ruskins University di Cambridge, pubblicato su The Daily Telegraph, condotto su un campione di 7.500 individui greci, che ha prodotto i seguenti risultati: chi fa sesso almeno due o tre volte alla settimana guadagnerebbe proprio il 4,5% in più rispetto a colui il quale si accontenta di una vita sessuale meno intensa e costante.

E non è ancora tutto. Per il dottor Nick Drydakis, autore dell’indagine, l’attività fisica sotto le lenzuola gioverebbe anche a chi ha problemi di salute, apportando ovviamente un beneficio più contenuto, intorno all’1,5%, ma certamente non disprezzabile.

Lo studio ha messo a segno una serie di ulteriori conclusioni: i lavoratori con disabilità, ad esempio, sono meno attivi del 13% sul piano sessuale mentre quelli con problemi cardiocircolatori lo sono dell’11,4%.

Quanto, poi, al collegamento stipendio-sesso o sesso-stipendio resta tutto da verificare. Il team di ricercatori dell’ateneo di Cambridge precisa, infatti, che “si potrebbe anche dire che chi ha più soldi lo fa più spesso ed è per questo che, secondo noi (gli studiosi, ndr) , anche gli economisti si dovrebbero occupare di questo argomento”. La direzionalità, dunque, sembrerebbe duplice: chi sta meglio in salute ed economicamente è in grado di produrre di più, e meglio, nella propria attività lavorativa ma anche in quella sessuale.

La teoria di Maslow (Abraham Maslow, psicologo statunitense è noto per aver ideato una gerarchia dei bisogni umani, la cosiddetta piramide di Maslow, ndr) conclude che le persone hanno bisogno di amare ed essere amate, sessualmente e no, dagli altri. In assenza di questi elementi si può diventare preda della solitudine, dell’ansia sociale e della depressione. Tutti fattori – spiega l’autore dello studio – che possono danneggiare la vita lavorativa”.

Più sesso più denaro, oppure più denaro più sesso. Quello che conta davvero è comprendere che alla base di questa originale equazione c’è la felicità che è in grado di produrre in ogni individuo uno stato di benessere psicofisico i cui effetti diventano evidenti sia nel campo del lavoro che nella vita intima.

E, per essere felici, come scriveva il grande Tolstoj 200 anni fa, “occorre una cosa sola: amare, e amare con sacrificio di sé, amare tutti e tutto, stendere in tutte le direzioni la tela di ragno dell’amore: chi ci capita dentro, quello va preso”.

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