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Pizzo rende d’oro la sciabola nella sua Catania

pizzo-sciabola-oroL’Italia della scherma ci ha preso gusto e non si ferma più. Altro oro, del tutto inaspettato, nella sciabola individuale maschile.

In totale, sono già tre ori, un argento e un bronzo per un medagliere che ci vede svettare, solitari, a quota cinque mentre le altre scuole tradizionali come Russia, Francia e Germania rimangono a guardare. Stavolta, la favola d’oro la racconta Paolo Pizzo, 28 anni di Pedara. E non è una retorica, la sua favola è vera. Perché, per anni, la maglia azzurra è stata per lui un miraggio, coronato solo quattro anni fa,e perché ha vinto di fronte al suo pubblico, alla sua gente, nella sua città e non poteva esserci occasione migliore per festeggiare il suo primo successo che conta. Ma, soprattutto, perché si tratta di un ragazzo che la gara più importante della vita l’aveva già disputata e vinta a soli 13 anni: un tumore alla testa, di cui porta ancora i segni, ne aveva messo a repentaglio l’esistenza e la carriera. Pizzo ha rovesciato ogni pronostico in una gara che ha visto uscire anzitempo tutti i favoriti, Grumier, Fiedler e il nostro Tagliariol. Nei primi turni, notevole la rimonta da 1-7 con l’ucraino Herey , poi le vittorie, in assalti molto tirati, con l’ungherese Imre ( 15-11) nei quarti, con lo svizzero Kauter ( 15-12) in semifinale e, dulcis in fundo, con l’olandese Verwijlen ( 15-13) in finale, recuperando anche qui da 0-4. Enorme la sua gioia dopo la finale: “Vincere una medaglia in casa è l’emozione che auguro a ogni sportivo. Va oltre i sogni! Però ora svegliatemi perché ancora non ci  credo…”, le parole di colui che ha riportato la spada individuale maschile sul gradino più alto del podio dopo il successo del 2001 a Nimes di Paolo Milanoli. Grande delusione, invece, per l’oro olimpico di Pechino 2008, Matteo Tagliariol, già eliminato ai trentaduesimi dal sudcoreano Park per 15-13, nonostante fosse dato in grandissima condizione di forma: “Avrei dovuto farlo attaccare di più e non l’ho fatto. Devo crescere ancora mentalmente. E’ un’esperienza che mi potrà tornare utile. Certo non avrei voluto farla qui.”

Daniele Puppo

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