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Prestito della Speranza: la Cei soccorre famiglie e imprese disagiate

Famiglie e piccole imprese sostenute dal Prestito della Speranza: la Cei (Conferenza Episcopale italiana) rilancia per il quarto anno la versione 3.0 del progetto, insieme alla Caritas Italiana, Intesa San Paolo e Banca Prossima.

In un momento in cui gli scandali bancari si susseguono ai danni dei risparmiatori, l’ultimo quello dei quattro Istituti di Credito Banca Etruria, Banca Marche, Cari Ferrara e Cari Chieti, il bilancio di fine anno che fa Livio Gualerzi, dirigente per la Gestione delle Risorse finanziarie e Progetti speciali della Cei, sembra essere positivo.

Delle 3.407 richieste di microcredito presentate alle Caritas locali, ne sono state accolte quasi 2000, e sono stati versati circa 23 milioni di euro a singoli e famiglie in difficoltà. Alle piccole imprese è andata la somma di 2,5 milioni. Numeri che, visto il trend degli anni passati, sembra destinato a salire: “In dieci mesi abbiamo fatto quasi il 40% di ciò che è stato fatto nei precedenti tre anni e mezzo. Stiamo alzando l’asticella”, afferma Gualerzi.

Il settore che va maggiormente potenziato? Sicuramente quello delle piccole imprese: “Qui scontiamo un gap esperienziale. Per le Caritas giudicare un business plan non è semplice” continua il dirigente Cei, che ipotizza nuovi strumenti tecnici e l’inserimento di volontari Vobis  per ovviare a questa mancanza.

Dato significativo: il maggior numero di richieste di aiuto finanziario arrivano dal Sud Italia, soprattutto per quanto riguarda le famiglie. Per quanto riguarda le imprese “vi sono anche aziende presenti da anni che si trovano in difficoltà economica o per il mercato o per via di questioni interne di riorganizzazione.

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