stop alla legge per lo 'ius soli', rinviata a data da destinarsi, e il 'sì' della maggioranza dei parlamentari al reato di "propaganda fascista"

Propaganda fascista e ius soli alla Camera

L’attività parlamentare è appena ripresa, dopo lo stop per le vacanze estive dei nostri politici, con importanti novità: lo stop alla legge per lo ‘ius soli’, rinviata a data da destinarsi, e il ‘sì’ della maggioranza dei parlamentari al reato di “propaganda fascista”.

La Camera ha approvato in prima lettura con 261 voti (122 i contrari, 15 gli astenuti) la legge Fiano che punisce la propaganda fascista e nazifascista con una pena da 6 mesi a due anni di carcere con un occhio rivolto anche agli eccessi che si consumano sulla Rete. La legge voluta da Pd (Emanuele Fiano è il primo firmatario del provvedimento), Mdp, Sinistra italiana, e poi digerita anche da Ap, non è stata votata da Forza Italia, M5S, Fratelli d’Italia e Lega che ora annunciano battaglia dura al Senato. Così, quando mancano una manciata di mesi alla fine della legislatura, la legge Fiano è il 95° provvedimento approvato da un solo ramo del Parlamento che rischia di rimanere lettera morta. Non c’è solo lo ius soli, dunque, nel mezzo del guado del bicameralismo paritario. La legge sulla cittadinanza — approvata dalla Camera e congelata al Senato con il rischio di morte prematura quasi sicura — è soltanto il più noto dei provvedimenti varati da un ramo del Parlamento e destinati (perché scomodi) a rimanere lettera morta in questa XVII legislatura.

Per lo “Ius soli” si restringono ancora di più le possibilità che la legge veda luce prima della fine della legislatura. Il Pd ha deciso di non chiedere la calendarizzazione del testo al Senato perché, ammette il capogruppo Luigi Zanda, ”ora la maggioranza non c’è”. Ma non è solo la contrarietà di Ap a bloccare il Pd: il governo non vuole rischiare di turbare i già fragili equilibri della maggioranza prima dell’approvazione, a fine mese, del Def che richiede la maggioranza assoluta, ovvero 161 voti. Protesta Mdp, che proprio ieri nel vertice con Giuliano Pisapia ha definito il ddl sulla cittadinanza una priorità. Esulta l’altro alleato di governo, Ap, per il quale ”vince il buon senso visto che le priorità del paese sono altre”. Ed  esultano anche le opposizioni da Forza Italia ai Cinque Stelle, per i quali ”una valutazione su una legge così importante andrebbe fatta dai cittadini tramite referendum”.

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