Piazza del Campidoglio

Qualità della vita: Roma vivibile per oltre la metà dei romani

Il 57% degli abitanti della Capitale sarebbe soddisfatto per la qualità di vita nella Capitale: promossi servizi pubblici come musei comunali, eventi culturali e acqua potabile, bocciata invece la gestione dei rifiuti, entrata nel caos dopo la chiusura di Malagrotta. Male anche i trasporti di autobus e metro.

Questo secondo i numeri forniti dall’Agenzia comunale per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali nel report annuale che coincide con il primo anno dell’era Marino. L’analisi, realizzata su un campione rappresentativo di 2mila abitanti (su 5 milioni, ovvero è stato intervistato un residente ogni 2mila e 500), oltre al dato positivo del 57%, indica in un 30% coloro che si dichiarano “poco soddisfatti”, mentre dal 13% arriva una bocciatura senza appello. Queste  “pagelle”  sono state presentate oggi in Campidoglio.

Rispetto all’anno scorso, quando a Palazzo Senatorio governava Gianni Alemanno, c’è un calo di 2 punti percentuali, con il gradimento dei romani tornato ai livelli della seconda giunta Veltroni, dopo avere toccato il “picco” del 62,7% di soddisfazione nel marzo 2012.

Incredibilmente il livello di gradimento maggiore (58,2%) si registra nei quartieri più periferici, mentre è in centro, all’interno della fascia verde, che la soddisfazione scende al 56,7%. I più scontenti sono pensionati e casalinghe (oltre il 50%), gli studenti invece sono più indulgenti: più del 30% si dichiara molto soddisfatto.

Un calo tutto sommato limitato, quello del primo anno di Marino sindaco, che si può spiegare con la decurtazione costante dei trasferimenti da parte dello Stato, per sociale e cultura, e della Regione per quanto riguarda i trasporti: il governo centrale ha chiuso i rubinetti al ritmo di 600 milioni di euro l’anno, con il valore medio per residente dei fondi tagliati che a Roma è oltre il doppio della media nazionale.

Fondi tagliati. Sul fronte trasporti, i fondi versati dalla Regione Lazio per il 2014 sono fermi a quota 140 milioni, mentre città come Milano e Napoli hanno ottenuto, rispettivamente dalle Regioni Lombardia e Campania, 285 e 308 milioni. Oltre il doppio di Roma, che però ha tre volte la superficie servita da bus e tram e il doppio degli abitanti rispetto a Milano.

Scioperi. Sull’insoddisfazione dei romani hanno inciso anche gli scioperi dei dipendenti pubblici, con i vigili urbani che hanno incrociato le braccia più volte da dicembre a marzo e gli autisti Atac che viaggiano al ritmo di uno sciopero al mese.

Un'immagine del traffico a Roma

Un’immagine del traffico a Roma

Bus e tram. Nella black list dei servizi meno apprezzati ci sono i trasporti pubblici: il voto complessivo del settore non raggiunge la sufficienza: 5,6 su 10. Con autobus e tram dell’Atac, in costante calo negli ultimi cinque anni, che sprofondano a quota 4,6 su 10, mentre si salvano le linee della metropolitana e i taxi, entrambi con un voto poco superiore al 6. Male anche i dati sul traffico: su viabilità e circolazione delle automobili la percezione è peggiorata per il 65,1% dei romani.

Bocciata anche la raccolta dei rifiuti che dopo la chiusura di Malagrotta – nonostante il progressivo potenziamento della differenziata porta a porta – non ottiene i risultati sperati, lasciando interi quartieri, dall’Aurelio alla Casilina, ostaggio di sacchetti, materassi e televisori accanto ai cassonetti stracolmi. La gestione dei rifiuti di Ama non raggiunge la sufficienza (5,2 su 10) e ancora peggio va alla pulizia stradale, che rimedia un 4 secco.

Servizi idrici. Segno positivo invece sia per i servizi idrici che per l’illuminazione stradale. La rete dell’acqua potabile gestita da Acea prende uno dei voti più alti della classifica, 7,7 su 10. L’illuminazione stradale è al 6,6.

Promossa anche la macchina culturale del Campidoglio, con un giudizio positivo in crescita per Auditorium (8), Musei comunali (7,7) e Bioparco (6,9). Sufficienza piena anche per la rete delle 38 biblioteche comunali, che ottengono il giudizio di 7,2 su 10. Bene i grandi parchi gestiti dal Comune, quindi villa Borghese, villa Ada, villa Pamphilj, ma anche i parchi del Celio e della Pineta Sacchetti: per il verde pubblico la valutazione è di 6,8 su 10.

Scuola. Tiene anche il giudizio sulla rete di assistenza sociale dei municipi, anche questa provata da una riduzione drastica dei finanziamenti negli ultimi anni. Il giudizio complessivo è di 6,4 su 10: particolarmente apprezzati gli sportelli delle ex circoscrizioni (6,6), mentre per gli asili nido la soddisfazione scende a quota 6,3.

 

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