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Quando a cantare è il cattivo gusto!

aguilera-cattivo-gusto1990. Il Blond Ambition Tour di Madonna spopolò. Non tanto per le doti canore, peraltro assolutamente indiscusse della cantante, quanto per il look provocatorio e gli atteggiamenti ammiccanti della Ciccone.

Indimenticabile ed estremamente sexy, il corsetto con le punte creato per lei da Jean Paul Gaultier è entrato di diritto nella storia del costume. Non dopo aver suscitato scalpore!

2011. Esattamente 21 anni dopo la storia si ripete. Ma questa volta a “cantare” è il cattivo gusto. E la camaleontica Veronica non c’entra nulla. A far parlare di sé, sono le nuovi voci del panorama musicale internazionale che, forse prive di personalità e, spesso, anche di quelle caratteristiche vocali necessarie per scalare le vette delle classifiche, cedono al richiamo della “fama facile”.  Alle esibizioni canore si sostituiscono spettacolini discutibili. Slip in vista, guepiere, reggicalze e reggiseni rubano la scena a voci e canzoni. Tendenza, quella dell’esibizionismo, che ha preso piede soprattutto grazie all’avvento dell’hip hop, dove i videoclip forniscono sempre immagini di donne stereotipate ed esageratamente sensuali.

Scorciatoia per arrivare al successo o trend del momento, di fatto, tutte le cantanti optano per “spogliarsi” sul palco. Non più concerti, ma spettacoli da night club. L’esempio più recente è quello di Pixie Lott che, all’evento tributo per la commemorazione di Michael Jackson, si è esibita sfoggiando un mini-abito d’oro che lasciava poco all’immaginazione. E come non menzionare l’ultima esibizione  di Christina Aguilera: visibilmente fuori forma, ha sentito comunque la necessità di “strizzarsi” in un minuscolo body fetish.

D’accordo, la popolarità si conquista anche così, ma una volta tanto lasciamo che a cantare sia il talento!

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