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Reggio Calabria, apre il museo e i Bronzi tornano a casa

Domani pomeriggio il ministro Bray inaugura il Museo Magna Grecia dopo quattro anni di restauro.bronzi-riaceCresce di ora in ora l’attesa per la riapertura del Museo archeologico di Reggio Calabria, che da domani tornerà dunque ad esporre al pubblico i Bronzi di Riace. Il museo, che sarà inaugurato dal ministro dei Beni culturali Massimo Bray, riapre dopo quattro anni di restauro e non poche polemiche.

Si tratta del ritorno all’esposizione di un patrimonio culturale della Calabria ma anche dell’intera umanità” , sostiene il ministro.

Le polemiche hanno riguardato negli anni sia il costo notevole del restauro, sia la durata e gli stessi lavori. Il restauro, tra l’altro, non è terminato, e per ora si apre al pubblico solo il piano dove sono collocati i Bronzi, il resto dell’allestimento dovrebbe esere pronto (così ha promesso il ministro nei giorni scorsi) entro aprile 2014.

L’edificio del museo, opera di Marcello Piacentini, risale al 1937 ed è il primo edificio pubblico in cemento armato. In un primo momento si è pensato all’abbattimento, poi di inserire il restauro nelle celebrazioni dei 150 anni di Unità d’Italia. Nel 2006 l’avvio dei lavori, affidati  all’architetto Paolo Desideri (sua la nuova Stazione Tiburtina e il ripensamento del Palazzo delle Esposizioni a Roma) nel gruppo ABDR Architetti Associati con Maria Laura Arlotti, Michele Beccu e Filippo Raimondo).

Per tutta la durata del restauro i Bronzi sono stati a loro volta restaurati in un laboratorio aperto al pubblico, ospitato nei saloni del Consiglio regionale della Calabria, e trasferiti al museo lo scorso 7 dicembre.

Il dibattito intanto non accenna a diminuire, nemmeno alla vigilia dell’inaugurazione del museo, che avverrà domani pomeriggio e alla quale si sono accreditati oltre trecento giornalisti sia italiani che stranieri.

Il ritorno dei Bronzi di Riace al museo archeologico nazionale di Reggio Calabria ci rende certamente soddisfatti, ma se non saranno attuate delle vere politiche di valorizzazione, se si continua com’è adesso, il territorio italiano verrà depauperato di quella che è la sua natura, la sua più grande ricchezza, e cioè il patrimonio archeologico e storico-artistico”.

Così ha detto all’agenzia Agi il presidente della Commissione nazionale italiana per l’Unesco, Giovanni Puglisi

È evidente che rimane il problema delle infrastrutture, della qualità e dell’efficienza dei trasporti, ma anche il nodo della promozione del Paese all’estero – ha aggiunto – non basta prendere i Bronzi di Riace e metterli in esposizione. Bisogna risolvere i problemi che affrontano quei turisti disgraziati provenienti dalla Germania e da altri paesi” per visitare i siti culturali del Sud.

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