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Renzi: “via Imu e Tasi dal 2016”

“Il prossimo anno togliamo Tasi e Imu per tutti”  ha affermato il premier Matteo Renzi intervenuto al Meeting di Comunione e LIberazione. L’incontro in commemorazione di Khaled Asaad, 82 anni, archeologo di Palmira decapitato e appeso a colonna dall’Isis lo scorso 19 agosto, si è svolto in tre tappe, prima a Rimini, poi a Pesaro ed infine all’Aquila. Al movimento movimento ecclesiale cattolico fondato nel 1954, risultano legati, fra gli altri, l’ex ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e l’ex presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni.

Al teatro Rossini di Pesaro Renzi annuncia il programma del governo per quanto riguarda le tasse, definite dal premier come esagerate: Dopo l’abolizione di Imu e Tasi nel 2016, nel 2017 ci possiamo concentrare sull’Ires, cioè sulle tasse sulle imprese  portandola al 24% sotto la Spagna-ha affermato il presidente del Consiglio- poi per il 2018 possiamo intervenire sull’Irpef”. In questo modo ci si assicurerà che “l’Italia recuperi il tempo perso”.

“Abbassare le tasse sul costo del lavoro è una cosa di buon senso -continua il premier- perché la riduzione delle tasse aumenta il tasso di libertà del Paese, aumenta il tasso di giustizia sociale”. Per questo, Renzi si dimostra più che mai convinto ad andare avanti sull’intero pacchetto delle riforme del governo, che vanno da quelle “istutuzionali al jobs act, dalla legge elettorale alla Buona Scuola, alla responsabilità civile dei magistrati”.

“Abbiamo dimezzato i permessi sindacali: il sindacato è una cosa bella – afferma Renzi – ma se riduci i permessi non fa male. Noi abbiamo il maggior numero di sindacalisti e politici e se noi riduciamo il numero un po’ non è un attacco al sindacato ma è un modo per dire ‘fai meglio il tuo lavoro'”.

Presa di posizione decisa anche per quanto riguarda uno dei temi più caldi della nostra attualità, quello dell’emergenza migranti: “Non cederemo al provincialismo della paura. Non è buonismo -ha continuato il premier- ma umanità: secoli di umanità ai quali non rinuncio per 3 voti”. “L’Italia può giocare un ruolo nell’Europa che cambia ma a condizione che sia essa stessa a cambiare”, ha concluso il presidente del Consiglio.

E di Europa ha parlato anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, anche lui intervenuto al meeting di Comunione e Libertà: “Nell’Eurogruppo e in Europa  c’è una grande mancanza di fiducia reciproca, e la fiducia si ottiene non dicendo farò, ma facendo le cose”. In questo senso quindi, abbassare le tasse va bene ma deve essere una decisione permanente e credibile” aggiunge Padoan in risposta all’annuncio di Renzi.

“La vera questione – ha continuato il ministro – è il finanziamento dei tagli. Mi piacerebbe farlo dall’oggi al domani ma la tassazione deve essere abbattuta in modo credibile. Solo così i risultati avranno un impatto più efficace e si costituirà una finanza pubblica più sostenibile“.

“La questione delle tasse deve essere collocata in un contesto ampio e questo è lo sforzo che sta facendo il governo”, ha affermato Padoan, che sottolinea come la questione della credibilità abbia notevoli ripercussioni per il Paese anche e soprattutto nell’economia: l‘assenza di fiducia “comporterebbe la risposta negativa di due soggetti: i mercati, che sul debito ci farebbero pagare tassi più alti; e le istituzioni, che non ci concederebbero margini di flessibilità”.

Soprattutto, in un momento in cui il mercato internazionale è stato così brutalmente scosso dalla frenata dell’economia cinese: “Non ci dovremo spaventare se la Cina crescerà di meno, ma dovremo spaventarci se crescerà meno del previsto perché è un grande mercato del quale l’Italia, paese di grande capacità competitiva, può approfittare” ha affermato Padoan, che ha aggiunto che “la Cina è un segnale per l’Europa, che deve si poter contare sulla crescita dei grandi Paesi emergenti ma deve oltre ogni altra cosa poter contare su stessa”.

Per il ministro dell’Economia i pilastri dell’economia in crescita sono sempre gli stessi: “Una grande agenda di riforme strutturali, dal mercato del lavoro al sistema di giustizia civile, dalla pubblica amministrazione alla scuola che è la riforma chiave che crea il capitale umano”. Senza contare gli investimenti, “l’anima della crescita, la cosa più importante”.

Infine c’è “il punto di forza gigantesco dell’Italia, quello di essere la frontiera dell’innovazione”, soprattutto potendola combinare con “possibilità finanziarie che l’esaltano, in un’ azione collettiva con banche e imprese”.

Intanto, ancor prima del meeting di Rimini, in un’intervista al IlSussidario.net il ministro Padoan aveva affermato che “la zona dell’euro nel suo complesso cresce poco ma le recenti cifre di crescita per l’Italia confermano il quadro del Def” ossia il Documento di economia e finanza

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