hunova

Riabilitazione: il robot si fa fisioterapista

C’è un nuovo dispositivo robotico che assiste il medico, il fisioterapista e il paziente nel ciclo riabilitativo. Lo produce l’Istituto italiano di tecnologia di Genova (Iit) che attraverso la “Movendo technology”, la prima fabbrica di robot medicali Hunova nata grazie a un investimento da 10 milioni di euro del Gruppo Dompè, e ha già venduto oltre 10 esemplari in Italia e all’estero. Praticamente il lavoro di un mese (attualmente la capacità produttiva della Ditta è di 10 robot al mese) che un esiguo staff composto solo da 20 persone tra ingegneri e sviluppatori, personale commerciale e amministrativo  porta avanti. Giusto al momento, perché la proiezione per i prossimi tre anni, considerata la richiesta di tale apparecchiatura da parte di Case di Riposo ed RSA, prevede di moltiplicare per 5 l’attuale organico.
Hunova è un robot nel quale sono stati mappati, per la prima volta in assoluto, tutti i processi e i protocolli clinici della riabilitazione. Tutto, dal design all’ergonomia, la meccatronica e il software che si articola in oltre 156 esercizi di riabilitazione, sono il frutto di un lavoro fatto con i partner clinici e i loro pazienti. Si tratta di un dispositivo semplice – una piattaforma su cui è posizionata una seduta mobile con di fronte un corrimano ed uno schermo touch screen – che unisce due componenti interagenti tra loro: la valutazione e la misura dei parametri corporei e la riabilitazione che si esplica attraverso due modalità diverse, attiva e passiva. La prima può essere utilizzata per esercizi di rinforzo e di equilibrio, la seconda induce nel paziente un movimento continuo o impulsivo (mobilizzazione articolare, perturbazione dell’equilibrio, rieducazione al movimento). Una terza funzione, quella assistiva, permette invece al soggetto di completare gli esercizi quando non è in grado di terminarli.

A giugno arriveranno 30 Hunova in diversi centri riabilitativi sparsi su tutto il territorio italiano. La tecnologia robotica di avanguardia sviluppata in IIT, leader a livello mondiale in campo di ricerca, grazie alla meccatronica avanzata è in grado di supportare ed aiutare la persona  nel recupero funzionale  in modo ottimale e più veloce. Che si tratti di una necessità ortopedica, geriatrica o neurologica, fa poco differenza. La differenza la fa invece la presenza del fisioterapista, il cui intervento al momento non è possibile escludere. A lui il compito di visionare il report contenente i risultati delle performance riabilitative per capire i progressi del paziente e orientare le sessioni successive. È proprio questa la sfida del robot: fornire dati utili a indirizzare le scelte del fisioterapista, non sostituirlo.Una sfida che per ora si scontra con il costo del macchinario: 100mila euro cadauno,  ma in futuro potrebbe scendere grazie alla produzione di massa e all’interesse di grandi imprese.

A.B.

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