Nathan Verhelst (ph. Het Laatste Nieuws)

Ricorre all’eutaniasia dopo cambiamento di sesso

Ha chiesto e ottenuto l’eutanasia dopo il cambiamento di sesso che non è riuscito a dagli quella serenità in cui aveva sperato.

Per 42 anni Nathan Verhelst, Nancy all’anagrafe, ha mantenuto il suo status fisico di donna, ma fin da bambina quella condizione le era pesata. Unica femmina su quattro figli, alla nascita era così brutta, confessa la madre al giornale belga “Het Laatste Nieuws” , il più popolare giornale fiammingo che riporta in prima pagina la storia,  che il suo sogno di avere finalmente una bimba si era infranto subito dopo il parto. “La sua morte non mi turba”, dice la donna che non ha ancora ricevuto la lettera in cui il figlio/a le rimprovera i disagi patiti fin dall’infanzia.  Come il fatto di non essere stata trattata come i suoi fratelli e di aver dovuto dormire in un ripostiglio sopra il garage.

A Nancy il cambiamento di sesso, iniziato nel 2009 con una terapia ormonale, proseguito con mastectomia e posizionamento nel 2012 di protesi peniena, per farle assumere definitivamente le sembianze maschili, non aveva dato quella sicurezza che già in adolescenza aveva cercato indossando i jeans e cominciando a frequentare le ragazze. Alla fine per fuggire dalla sua condizione l’unica via rimasta era l’eutanasia che in Belgio è consentita non solo per sofferenze fisiche, ma anche psichiche. E così, lunedì scorso, ultimo giorno di settembre, ha deciso di salutare per sempre tutti gli affetti che non ha mai sentito. E deve avere avuto ragione lui, visto che la mamma, nell’assicurare che leggerà la lettera del figlio, si è sentita in dovere di precisare che “sarà sicuramente piena di bugie. Per me è un capitolo chiuso, non ho nessun dubbio, nessun rimorso”.

 

 

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