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Riforme, Renzi: aspettiamo da 70 anni

«Si stanno costruendo i presupposti per tornare al fascismo». Il leghista Roberto Calderoli commenta così la decisione del Governo di portare il ddl Boschi sulla riforma costituzionale al Senato, ignorando le proteste delle opposizioni, che avevano chiesto di sospendere i lavori in Aula fino all’ok della commissione Bilancio sul finanziamento delle missioni internazionali, primo punto all’ordine del giorno.

I tentativi delle opposizioni di bloccare il cammino delle riforme promosse dal premier Matteo Renzi continuano a scontrarsi con una maggioranza di governo che “ha tutti voti” che le servono per andare avanti senza lasciarsi frenare, sottolinea il ministro Maria Elena Boschi. Per quanto riguarda la riforma costituzionale,  è “attesa da 70 anni” afferma il Presidente del Consiglio durante la conferenza stampa con il premier del Lussemburgo, Xavier Bettel: “La prima commissione fu fatta nell’83, io e Xavier andavamo ancora alle elementari”.

Il ddl Boschi dunque tornerà “alla Camera e a gennaio e poi successivamente nell’estate-autunno 2016 ci sarà il referendum”. Questo il timing indicato dal premier Matteo Renzi che invita i cittadini a “studiare la riforma: riduce i numeri dei politici e aumenta il livello della politica. Che c’è di meglio?”.

Il M5S, che ha abbandonato la seduta della commissione Affari Costituzionali del Senato, esautorata dal governo come era successo per la riforma elettorale. «Confidiamo di trovare in Mattarella la sensibilità istituzionale e l’attenzione che è mancata nell’Aula del Senato», scrive il leader dei Cinque Stelle Beppe Grillo. «E che il Capo dello Stato ha sempre manifestato, come dimostrano le sue autorevoli parole pronunciate nel discorso in Aula nel 2005 proprio mentre si discuteva di riforma costituzionale e in cui il M5S si ritrova completamente».

E se Grasso riaprisse la discussione relativa all’articolo 2? Cioè se decidesse di emendare uno dei punti più controversi del programma, quello che regola l’elezione dei 100 senatori che andranno a comporre il nuovo Senato (la minoranza dem vorrebbe un’elezione di tipo diretto)?

“Se il presidente del Senato riaprirà la questione dell’articolo 2 della riforma costituzionale ascolteremo le motivazioni per cui ha riaperto e decideremo di conseguenza”, ha risposto il premier Matteo Renzi.

P.M.

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