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Roma, 60 anni fa il trattato che fece l’Europa

A Roma è iniziata la conferenza dei presidenti dei parlamenti degli Stati UE, indetta per il 60° anniversario dei trattati che istituirono la CEE.

Sessant’anni fa, in Campidoglio, gli Stati europei si erano promessi un futuro di amicizia e collaborazione, consegnando al passato i rancori e le inimicizie che avevano generato gli orrori di due guerre mondiali. Oggi, a Montecitorio e a palazzo Madama, fanno i conti con la realtà degli ultimi sessant’anni. E non possono non notare che dal 1957 lo spirito dominante è cambiato parecchio.

“È paradossale prospettare oggi, in piena globalizzazione, la disgregazione dell’Unione e il ritorno ad assetti istituzionali ottocenteschi”, dice in apertura dei lavori la presidente della Camera Laura Boldrini. “Senza una risposta comune il nostro continente è condannato ad una progressiva e pericolosa marginalizzazione”. “Occorre reagire – dice la Boldrini – ponendo al centro il rinnovamento della nostra casa comune”. Per chiudere con uno slogan che però suona vagamente trumpiano: “l’Europa per prima, Europe first”.

Stamattina a Montecitorio – dopo i saluti della Boldrini, dell’ex presidente della Commissione UE Romano Prodi e di Maria Romana De Gasperi (figlia di Alcide, uno dei massimi ispiratori dei trattati di Roma, anche se morì prima della fine dei lavori) – sono intervenuti i presidenti degli Stati UE. Per primi hanno parlato i rappresentanti dei cinque Stati, oltre all’Italia, che firmarono il trattato nel 1957: Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo e Olanda.

La seconda sessione della conferenza si svolgerà nel pomeriggio a palazzo Madama. Dopo il saluto del presidente del Senato, Pietro Grasso, parleranno i rappresentanti delle istituzioni UE: il presidente del parlamento di Strasburgo Antonio Tajani, il presidente del Consiglio UE Donald Tusk e il vicepresidente della Commissione Frans Timmermans. Poi verrà il turno dei senatori a vita Giorgio Napolitano e Mario Monti e dell’ideatrice del progetto Erasmus, Sofia Corradi. Chiuderà il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

Nel frattempo a palazzo Madama sono state aperte due mostre. La prima riguarda il Torso del Belvedere, una scultura ateniese del I secolo d.C., prestata al Senato dai Musei Vaticani per l’occasione. Nella seconda – intitolata Libri che hanno fatto l’Europa: Governo dell’Economia e Democrazia dal XV al XX secolo – sono esposte 140 prime edizioni di opere fondamentali per la cultura europea e mondiale edite fra il 1468 e il 1950. Alcuni dei rarissimi pezzi esposti vengono dalla biblioteca della Senate House, l’amministrazione centrale della University of London. Il pubblico potrà visitarla gratis da domani.

F.M.R.

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