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Roma, giovedì nero: è ancora sciopero taxi

Sembravano disposti alla trattativa ma ora pare che i tassisti ci abbiano ripensato. E’ infatti in programma per domani uno sciopero delle auto bianche che, esattamente come un mese fa, incrociano le braccia per chiedere al Governo regole e restrizioni per le altre tipologie di servizio con autista, sia per NCC (Noleggio con conducente) sia per Uber, l’app americana che permette al cliente di prenotare la propria macchina con un semplice click sul telefonino.

“Lancio un appello al senso di responsabilità di tutti gli operatori affinché Roma non viva paralisi e i servizi minimi vengano garantiti”,  ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi.

La Capitale, ha continuato la Raggi “in particolar modo in questi giorni in vista della celebrazione dei 60 anni dei Trattati di Roma, è sotto i riflettori del mondo e i tassisti sono i primi ‘ambasciatori”. Rivolgendosi ai tassisti, la sindaca si è detta “fiduciosa nel vostro senso civico e che la giornata si svolgerà ispirata dai principi di correttezza. Mi auguro non accadano episodi che possano danneggiare l’immagine di Roma, lo chiediamo sia come amministratori che come cittadini”. 

La protesta delle auto bianche è iniziata a febbraio, con l’approvazione del decreto Milleproroghe, nello specifico dell’emendamento al testo presentato al Senato da Linda Lanzillotta (Pd) per rinviare alla fine di quest’anno la regolamentare del funzionamento dei servizi alternativi ai taxi per il trasporto di persone con autista, cosa che avviene con sistemi come Uber e con le auto a noleggio con conducente (NCC).

A fine febbraio, dopo giorni e giorni di disordini e manifestazioni in varie città italiane, sindacati e Governo erano giunti a un compromesso: l’emanazione di un nuovo decreto entro fine marzo e la convocazione di un tavolo per mettere finalmente mano alla regolamentazione dei servizi di trasporto taxi, ferma a una legge del 1992. Ma da allora le cose sono un po’ cambiate. Appena ieri, infatti, i rappresentanti italiani di Uber sono stati ricevuti dal Ministero dei Trasporti a cui hanno presentato una propria proposta di liberalizzazione del mercato.

Oggi al Ministero dei Trasporti è stata convocata l’unione sindacale di base (Usb) dei tassisti per un confronto ed un eventuale quanto improbabile accordo che possa scongiurare lo sciopero imminente. “I tassisti hanno ampiamente dimostrato pazienza e grande senso di responsabilità, di fronte viceversa, ad atteggiamenti incomprensibili, se non addirittura irresponsabili da parte del Governo (ultimo in ordine cronologico audizione Uber)”, afferma Riccardo Cacchione di Usb Taxi. “Conosciamo gli interessi e le pressioni che in questo momento si stanno determinando, auspichiamo che l’interesse Pubblico e le garanzie di Mobilità (sancite anche costituzionalmente) prevalgano sugli interessi lobbistici e speculativi – spiega – Se viceversa attraverso un’ ulteriore ‘liberalizzazione’ un Servizio Interesse Generale dovesse esser distrutto, allora difendendo le decine di migliaia di lavoratori coinvolti, le loro famiglie e la stessa utenza, lotteremo con ancor maggiore determinazione utilizzando tutti i mezzi democratici a disposizione dei lavoratori”trovare un accordo che possa far rientrare lo sciopero imminente.

 

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