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Roma indagata. Archiviate accuse per Alemanno

Nel giorno in cui giornali e tv battono la notizia dell’ennesimo indagato della Roma capitolina (Salvatore Romeo, ex caposegreteria di Virginia Raggi) e mentre dal blog di Grillo si grida al ‘miracolo’ (oggi è anche la festa della Madonna di Loreto) per ben 43 opere attribuibili alla sindaca (anche se, a detta degli esperti che hanno analizzato punto per punto, il mirabilante successo si ridimensiona e si ferma a non più di 10), il GIP di Roma Flavia Costantini ha archiviato definitivamente l’accusa di associazione mafiosa per l’ex sindaco Gianni Alemanno. Insieme a lui, altri 112 indagati a vario titoli e in vari filoni nell’inchiesta su Mafia Capitale e, tra loro; anche l’attuale presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti .

“Finalmente, dopo 26 mesi di attesa, è stata definitivamente archiviata dal Giudice per le indagini preliminari l’accusa nei miei confronti per il reato assurdo e infamante di Associazione a delinquere di stampo mafioso – ha commentato Alemanno, oggi leader di Azione Nazionale, appresa la notizia -. Stessa cosa è avvenuta anche per il mio capo segreteria dell’epoca, Antonio Lucarelli, dimostrando ulteriormente la lontananza del mio staff”. “Ho sempre creduto nella giustizia – ha aggiunto l’ex sindaco – attendendo pazientemente questo momento e sopportando tonnellate di fango che sono state lanciate sul mio nome da esponenti politici e giornalisti che non sanno distinguere un avviso di garanzia da una condanna. Analogo danno è stato però evitato al Governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti (delle indagini sul Presidente della Regione, nate dalle accuse di Salvatore Buzzi, il responsabile della coop esperta nella ‘gestione patrimoni pubblici’, si è saputo solo nell’ottobre scorso, ndr)”. “Ringrazio la Magistratura di cui ho sempre avuto fiducia, che mi ha ridato la mia onorabilità – ha concluso -. Ora attendo che lo stesso facciano tutti quegli esponenti politici e giornalisti che hanno strumentalizzato queste indagini solo per utilità politica, dimenticando il danno che facevano non solo a me e alla mia famiglia ma a tutta la Città di Roma”.

La solidarietà dall’opposizione è arrivata soltanto da Roberto Giachetti, il candidato sindaco per il Pd alle ultime amministrative: “Il mio giudizio politico su Gianni Alemanno è pessimo. Alle scorse elezioni a Roma non ha perso occasione per attaccarmi e infatti ha appoggiato, con il suo voto, Virginia Raggi. Rimane imputato per reati gravi e auguro a lui, come farei con chiunque, di uscirne fuori. Però vale per lui come per gli altri 112 la solidarietà per aver dovuto sopportare per oltre due anni l’onta di accuse in alcuni casi tremende, come l’associazione di tipo mafioso. E’ chiaro perché in uno stato di diritto va difesa la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva?”. Lo ha scritto su Facebook.

Capitolo chiuso, quello di Mafia Capitale per Gianni Alemanno, sindaco dal 2008 al 2013. Se ne apre invece uno nuovo, oltre a quello per tre (Marra, Raggi, Romeo) dei quattro componenti la chat capitolina “4 amici al bar” per abusi d’ufficio nelle nomine, polizze vita accese con chissà quali proventi e chissà perché intestate alla Raggi ancorché sindaco di Roma.

Di Virginia, delle sue capacità amministrative. Ma sembra non averne avuto un’alta considerazione neanche il leader del MoVimento (Grillo, quello che sul blog ha scritto “Er sinneco nun se tocca”), se è vero ciò che Vittorio Sgarbi ha rivelato ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Grillo mi ha detto tutto il male possibile di Virginia Raggi, mi ha detto che è depensante, ho registrato questa telefonata’. Lo avrebbe detto nel corso di una telefonata, che risale a prima che Virginia fosse indagata, conversazione che Sgarbi ha registrato. Di qui la conclusione del critico d’arte, opinionista e scrittore: “Grillo sta difendendo un presidio, dal punto di vista strategico posso capirlo’, ha aggiunto Sgarbi.

A.B.

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