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Roma una Festa del Cinema in tono minore

Inizia venerdì 16 ottobre la decima edizione della Festa del Cinema di Roma, ma senza premio. Niente giuria, sarà il pubblico a valutare i film in concorso. 37 tra film, documentari e serie tv per 24 paesi partecipanti alla selezione ufficiale. Eventi, incontri, retrospettive e omaggi per una festa del cinema però decisamente dai toni un po’ dimessi.

A Roma il classico Festival del cinema cambia pelle. Non ce la fa, non può, competere con i colossi di Berlino, Cannes e Venezia e fatica anche a distinguersi dalle miriadi di feste e festival del cinema minori che affollano ogni paese europeo, per non parlare di quelli d’oltreoceano. Così la Festa del Cinema di Roma all’Auditorium parco della Musica dal 16 al 24 ottobre adotta una formula diversa.

Già da qualche anno quello di Roma del cinema aveva cambiato nome e in parte veste: da Festival a Festa. Dalla scorsa edizione però la Festa ha perso del tutto il suo carattere competitivo per lasciare spazio al pubblico. Eppure la scelta rischia di non premiare, in particolare quest’anno in cui proprio dal 12 al 15 ottobre le proiezioni dei film attualmente in sala costeranno solo 3 euro. Motivo per cui, ad esempio, l’atteso Suburra prodotto da Cattleya e Rai Cinema, dovendo puntare tutto sul gradimento del pubblico, non è stato presentato alla Festa del Cinema, ma sarà lanciato due giorni prima dell’inizio della Festa romana, il 14 ottobre.

Piera Detassis, Presidente della Fondazione Cinema per Roma che organizza la Festa, e Antonio Monda, Direttore Artistico della Festa del Cinema di Roma, sono consapevoli dell’obiettivo dell’evento: promuovere, diffondere ed esplorare la conoscenza di tutte le forme espressive legate al cinema, come film, serie televisive e documentari. L’intenzione è che la Festa del Cinema di Roma costituisca l’occasione per contribuire alla formazione di un nuovo pubblico, presentando opere altrimenti penalizzate dalla distribuzione. Un obiettivo ambizioso da realizzare con poche risorse, pochissimi sponsor -essenzialmente solo il gruppo BNL- e molte buone intenzioni.

Ma i film in anteprima non sono d’interesse trascurabile, come non lo sono gli interventi previsti. Molto atteso The Walk 3D di Robert Zemeckis, sulla storia di Philippe Petit, il funambolo francese che sorprese la città di New York. E poi Junun di Paul Thomas Anderson, il documentario Registro di classe – parte prima 1900-1960 di Gianni Amelio e Cecilia Pagliarani, il mèlo Alaska di Claudio Cupellini, la commedia di Sergio Rubini Dobbiamo parlare, Lo chiamavano Jeeg Robot dell’esordiente Gabriele Mainetti e la seconda stagione della serie Fargo.

Notevoli anche gli incontri serali in programma. Joel Coen e Frances McDormand parleranno di come si gira sul set da sposati. Jude Law lascerà per una sera le riprese della serie tv The Young Pope di Paolo Sorrentino per intervenire nel pomeriggio del secondo giorno della Festa. Renzo Piano parlerà del rapporto tra architettura e cinema, mentre lo stesso Sorrentino presenterà un inedito su Rio e una versione integrale de La Grande Bellezza con 40 minuti aggiuntivi. In programma anche un incontro con William Friedkin e Dario Argento ed uno con Riccardo Muti che si occuperà di cinema e musica. Paolo Villaggio interverrà in occasione dei quarant’anni di Fantozzi. Chiuderanno Paola Cortellesi e Carlo Verdone con un duetto nell’ultimo giorno della Festa. In occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa la Festa del Cinema di Roma dedicherà un omaggio speciale anche al regista e poeta Pierpaolo Pasolini.

Vania Amitrano

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