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Sfigurato con acido, Savi entra in aula

“Vado in aula per guardare negli occhi chi è accusato di avermi devastato la faccia. Voglio che tutti si rendano conto di quello che mi hanno fatto”.

E così è stato. Stefano Savi, lo studente sfigurato rimasto sfigurato dall’acido nella notte dello scorso primo novembre si è presentato in aula ed ha guardato in faccia il presunto aggressore, Alexander Boettcher, che non ha mostrato nessun cenno di emozione. Presente in aula anche lo studente della Cattolica Antonio Margarito, che ha dichiarato di essere stato vittima di un tentativo di evirazione da parte di Martina.

A Boettcher è stata negata dal pm Musso la possibilità di uscire dalla gabbia degli imputati, per via della sua “forte aggressività” che avrebbe potuto mettere in pericolo la persona offesa presente in aula. Il broker, è stato già condannato  insieme alla sua amante, Martina Levato, a 14 anni di carcere per un’altra aggressione con l’acido, avvenuta il 28 dicembre, ai danni di un altro studente, Pietro Barbini. scrive il collegio presieduto da Anna Introini, “nel giro di pochi istanti -aveva scritto il collegio presieduto da Anna Introini- gli ha divorato i lineamenti del viso deformandolo per sempre, assieme a tutte le sue aspettative di vita”.

Secondo il dirigente della questura di Milano Maria José Falcicchia, Stefano Savi sarebbe stato vittima di un errore di persona. Il vero obiettivo della coppia criminale era il fotografo Giuliano Carparelli, anche lui successivamente aggredito con l’acido. Carparelli si era però difeso aprendo prontamente l’ombrello. Lo studente di Economia dell’università Bicocca di Milano, oltre a frequentare locali comuni, gli somigliava e questo stava per costargli la vita.

Sempre secondo la dirigente milanese, Boettcher, la sua amante e il presunto complice Andrea Magnani avevano costruito una vera e propria associazione a delinquere, “con tanto di organizzazione, basi logistiche e mezzi economici” con una lista di vittime predestinate.

Boettcher dava gli ordini, “pronto a intervenire quando situazione lo richiedeva”, mentre la Levato era l’esecutrice materiale, almeno per quanto riguarda il getto di acido a Pietro Barbini e Giuliano Carparelli”.  Magnani, bancario sposato, avrebbe avuto un solo ruolo di manovalanza, e sarebbe stato incaricato di “comprare con carta postpay il 23 settembre 2014 acido solforico concentrato”.

“Non sono certo io che mi devo vergognare – aveva detto Stefano -. Forse scoprendomi la faccia, facendomi guardare, provocherò qualche emozione, in aula. Non spero in una confessione, ma esigo la verità”.

Intanto il figlio della “coppia criminale”, nato lo scorso 15 agosto è stato affidato ai servizi sociali del Comune di Milano. Le personalità dei genitori rilevate dalle perizie psichiatriche, una forte componente sadica per lui, e una totale mancanza di empatia per Martina, hanno fatto sì che il Tribunale li giudicasse “incapaci di potersi adeguatamente occupare del loro bambino”. Gli incontri con i genitori saranno sempre supervisionati e regolati dallo stesso Comune di Milano (il sindaco Pisapia è il tutore provvisorio del minore), compatibilmente con il regime detentivo.

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