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Si conclude il Bday e anche l’avventura politica di Silvio

Ore 17.42 si conclude il Berlusconi Day con il voto favorevole alla decadenza del Cavaliere da senatore. decadenza-berlusconiDopo una seduta ad alta tensione, interrotta dal democratico della sinistra Luigi Zanda che al presidente chiede di fermare “le tattiche parlamentari dilatorie messe in atto dai parlamentari de centrodestra” già da questa mattina, respinti tutti gli ordini del giorno (nove) presentati per scongiurarne la decadenza, il presidente del Senato Pietro Grasso annuncia che Silvio Berlusconi è fuori dal Parlamento.

“È uno scempio per la democrazia”, scrive subito Il Giornale, in riferimento a quanto da mesi si attendeva, che va a scrivere sui libri di storia una pagina davvero importante: la fine di un ventennio governato da Silvio Berlusconi. Una giornata di lutto per tutti i sostenitori del Cavaliere, a cominciare dalle sue donne, che di nero si sono vestite: chi con la fascia al braccio, chi invece in ‘total black’, come Cinzia Bonfrisco. Scelta condivisa anche da Annamaria Bernini, ma non da Alessandra Mussolini che ha sfoggiato invece una maglia rosso porpora.

Il lutto si addice ad “Elettra” e, quindi, anche la fidanzata di Silvio, Francesca De Pascale, con lui in piazza fino all’ultimo, indossava un abito nero sotto la bandiera di Forza Italia che l’avvolgeva. Il lutto la ‘pasionaria’ Daniela Santanché lo esterna invece con le parole:

 “La democrazia è decaduta, ora tocca a noi ripristinarla”.

Se dal centrodestra si levano urla di sdegno per la caduta di Silvio, la controparte esulta alla grande. A cominciare dal consiglio comunale capitolino riunito nell’Aula Giulio Cesare, dove un lungo applauso accoglie la sentenza. I deputati ‘grillini’ invece salutano la decadenza del senatore, che a detta loro non ha mai occupato quella poltrona a lui destinata a Palazzo Madama, con uno striscione appeso tra le finestre del gruppo parlamentari di Montecitorio: “Fuori uno!!! Tutti a casa”.

La notizia della decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore ha fatto immediatamente il giro del mondo. In Gran Bretagna, la Bbc ed il Guardian la inseriscono tra le loro breaking news ed in Spagna è in home page sia sul sito del Pais che del Mundo, che titola “Berlusconi espulso dal parlamento dopo 20 anni”.

“Silvio Berlusconi decaduto dal suo posto di senatore” è invece il titolo del flash di Le Figaro ed in Francia la notizia è ripresa anche da altri media come Europe 1 e Le Monde. La decadenza dell’ ex premier italiano è anche sui siti tedeschi, dal Der Spiegel al quotidiano popolare Bild.

Cronologia del ventennio berlusconiano

Dal 1994 al 2013: tanto è durata l’ avventura parlamentare di Silvio Berlusconi.
Il voto di oggi segna la sua uscita dal Parlamento che arriva in conseguenza all’ applicazione (violentemente contestata dal centrodestra) della legge Severino dopo la sentenza che ha condannato il Cavaliere in via definitiva per frode fiscale a quattro anni di reclusione e all’ interdizione (per un tempo da definire) dai pubblici uffici.

Il voto di oggi mette fine ad un percorso parlamentare (ma non a quello di leader politico della risuscitata Forza Italia) cominciato nel 1994, con l’ormai famosa ‘discesa in campo’ per dare all’Italia un ” sogno liberale” e renderla libera ” dai comunisti”.
Una carriera politico-parlamentare che ha portato Berlusconi a ricoprire incarichi di vertice, da presidente del Consiglio (ben 4 volte) a presidente di turno del Consiglio europeo a più volte ministro (sia pure ad interim). Un corso politico caratterizzato da scontri – a volte da lui stesso cercati ed esasperati e da
altri invece non sopiti – con la sinistra (definita ‘Pci-Pds-Ds’) e con la magistratura.
Quella magistratura ” di sinistra” da lui più volte accusata di essere ” il braccio armato” dei suoi avversari per tentare di farlo fuori nelle aule giudiziarie quando non si riusciva a sconfiggerlo nelle urne. In ogni caso, al di là degli atteggiamenti negli anni assunti da alcune procure italiane, non si può non registrare il coinvolgimento di Berlusconi in numerose inchieste giudiziarie, alcune delle
quali hanno visto la conclusione con la prescrizione piuttosto che con l’ assoluzione. Ed è comunque per un motivo giudiziario che da oggi Berlusconi non è più senatore.
Berlusconi nella sua parabola politica ha dato dignità a formazioni come l’ ex Msi (poi Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini) o a piccoli partiti nati dalla diaspora della Dc (il Ccd poi Udc di Pierferdinando Casini). Partiti portati a Palazzo Chigi con i loro leader ministri o collocati fra le più alte cariche dello Stato. Salvo poi, ma questa d’altronde è la politica, arrivare ai ferri corti con Casini e addirittura ad una drammatica separazione, anche sul piano personale ed emotivo, con l’ alleato co-fondatore del Pdl Gianfranco Fini.
Il Pdl è l’ultimo dei ‘conigli’ usciti dal cilindro di Berlusconi, dopo la sconfitta della Cdl alle elezioni del 2006. Una scelta che però non ha pagato, quanto meno in termini di stabilità interna allo schieramento di centrodestra. In pratica sin dall’ inizio il Cavaliere ha avuto problemi con Fini nella gestione del nuovo partito, fino alla traumatica separazione del 2010. Ecco allora, come un porto sicuro, tornare a Forza Italia e – dopo aver favorito la nascita del governo delle larghe intese guidato da Enrico Letta – passare all’opposizione, dopo l’ulteriore ‘strappo’ in casa, quello con la corrente guidata da Angelino Alfano. Il ministro dell’ Interno, dopo mesi di scontro latente con Berlusconi (a partire dalle primarie da lui proposte per le elezioni del 2013 e dal Cavaliere sonoramente bocciate), non ha voluto aderire al rinato partito azzurro (e con lui alcuni una volta fedelissimi berlusconiani come Lupi, Cicchitto, De Girolamo, Lorenzin) e ha dato vita al Nuovo Centrodestra, ancora di sostegno al governo.
Un epilogo al quale Berlusconi non sembra volersi rassegnare, leggendo anche le sue dichiarazioni delle ultime ore. Battagliero come sempre, le parole d’ ordine di un tempo rilanciate e urlate ai propri sostenitori da un palco sotto Palazzo Grazioli. Pronto ancora a tentare di continuare a condizionare la vita politica italiana, con la differenza: ora tenterà, dal di fuori, all’opposizione e con un partito eroso nei consensi e comunque significativamente ridotto dalla scissione con Alfano, ma non avrà più la certezza di riuscire a farlo.

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