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Sigmar Polke: una vita tra cinema e pittura

Palazzo Grassi nel decennale della riapertura ad opera di François Pinault, presenta la prima esposizione retrospettiva dedi­cata in Italia a Sigmar Polke (1941-2010). La mostra, ideata da Elena Geuna e Guy Tosatto, direttore del musée de Grenoble, in stretta collaborazione con The Estate of Sigmar Polke, ripercorre tutta la carriera dell’artista, dagli anni sessanta del Novecento agli anni 2000, illustrando le diverse sfac­cettature della sua pratica artistica attraverso quasi novanta opere provenienti dalla collezione Pinault e da numerose collezioni europee pubbliche e private.

Sigmar Polke, figura artistica fondamentale degli ultimi cinquant’anni, ha profondamente rinno­vato il linguaggio pittorico della fine del XX secolo. Il suo incessante desiderio di sperimentazione riguarda tanto le immagini – delle quali mette in discussione la gerarchia e analizza la manifesta­zione – quanto il supporto, e ancora, i colori di cui insegue le potenzialità sia fisiche sia plastiche.

Artista onnivoro, noto per le sue collezioni di libri, riviste e ritagli di giornali con errori tipografici – commenta Elena Geuna, la curatrice della mostra di palazzo Grassi –  Polke traduce nelle opere il proprio interesse enciclopedico e l’eclettismo iconografico delle sue fonti, non indicando nessuna predilezione ver­so una determinata tipologia.

La sua arte ci conduce verso un universo parallelo, in cui una molti­tudine di immagini e di riferimenti a eventi noti del nostro mondo si compenetrano per generare nuovi significati.

A complemento dell’esposizione saranno presentati i Venice Films (1983-1986) e alcune serie di fotografie. Al Teatrino di Palazzo Grassi sarà inoltre proiettata in autunno una selezione dei film più significativi dell’artista.

Lo storico del cinema Thomas Elsaesser, spiega la visione del cinema di Sigmar PolkePer tutta la vita, aveva sperimentato un sistema per «rendere automatica» la pittura. Forse non aveva dimostrato la risolutezza di Warhol, ma l’utilizzo delle macchine nel cinema può senz’altro avergli fornito un’ispirazione, incoraggiandolo a sperimentare la serialità anche nelle sue opere pittoriche.

Dopo Palazzo Grassi, non perdete la seconda mostra concepita specificamente per Punta della Dogana: “Accrochage”, occupa l’intero spazio espositivo del museo. La curatrice Caroline Bourgeois spiega che il titolo “Accrochage” rispecchia la scelta di presentare una selezione di lavori appartenenti alla Pi­nault Collection, includendo artisti contemporanei riconosciuti e talenti emergenti, senza imporre un punto di vista. Il visitatore è invitato a interpretare ogni opera con la propria sensibilità, sco­prendo, lungo le sale espositive, i rimandi tra le opere.

…Forse riuscire a vedere nello stesso giorno le due mostre, visitabili fino al 6 novembre, risulta piuttosto impegnativo. Ma potrebbe essere una buona occasione per un piacevole week-end a Venezia.

Audrey Barros

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