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Smog: l’emergenza non si placa

L‘emergenza smog che a Milano ha fermato il traffico automobilistico per tre giorni, a Roma ha alternato la circolazione a seconda del numero di targa e a Firenze ha impedito ai mezzi più imquinanti di entrare nelle zone a traffico limitato fino al 31 dicembre, non cessa causa il livello del Pm10 che non accenna a scendere. Sia a Milano che a Roma i valori registrati rimangono alti, nel primo caso anche superiori a quelli registrati il giorno precedente al blocco, secondo il bollettino giornaliero fornito dall’Arpa. Nel Lazio il limite ieri è stato superato ieri in 11 centraline su 13.
Complici anche le previsioni meteo non favorevoli, niente pioggia da qui a Capodanno, visto che le misure in campo sono solo ‘tampone’ e prese in autonomia dalle singole amministrazioni, il governo e l’Anci stanno studiando interventi di maggior impatto e coordinati. Per conoscerli si dovrà attendere mercoledì, dopo l’incontro del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti con presidenti di Regioni, sindaci di grandi città e capo della Protezione civile.

Che le misure contro lo smog debbano essere strutturali, di medio e lungo periodo, per non ritrovarsi ogni anno con lo stesso problema è ormai una sollecitazione che arriva da più parti, visto che i cambiamenti climatici provocheranno stagioni più calde e con meno piogge. Diventa quindi necessario e urgente un piano nazionale. I Comuni lombardi chiedono che la Regione assuma la regia dell’emergenza e preparano un decalogo per il governo. Tra le proposte, la rottamazione di automobili e caldaie più inquinanti.

Bisogna coordinare meglio gli interventi delle singole amministrazioni comunali, che comunque hanno fatto bene” ha spiegato Galletti, respingendo le accuse di “gravi ritardi” rivolte al governo dai 5 Stelle e da Paolo Cento di Sel e spiegando che c’è “un tavolo tecnico che si riunisce periodicamente per affrontare il problema”.

A Beppe Grillo che ha parlato ieri della morte di 68mila italiani provocata dallo smog, oggi replica l’Istat secondo cui le cause dell’aumento dei decessi in Italia per il 2015 “non sono ancora note, e anche sull’entità è ancora presto per trarre conclusioni”, aggiungendo che “i dati sulla mortalità vanno analizzati con cautela”.

Mentre i Verdi chiedono che Renzi sostituisca il ministro Galletti con il presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, dal Pd il senatore Massimo Caleo, capogruppo in Commissione Ambiente, assicura che il partito è impegnato a tutti i livelli di governo sul fronte del contrasto ai cambiamenti climatici e del miglioramento della qualità dell’aria urbana e il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato aggiunge che il Governo “sta valutando con l’Anci una risposta più costruttiva e immediata possibile”. Nella riunione di mercoledì, le Regioni chiederanno nuove risorse per rinnovare il parco degli autobus circolanti nelle città italiane, anticipa Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni. “Servono interventi a lunga scadenza, ma spero che già mercoledì possano arrivare risorse aggiuntive per i territori – dice – Credo però sia necessario anche un patto con i cittadini per comportamenti sempre più virtuosi, nell’uso dei mezzi privati e del riscaldamento domestico”.

Il piano anti-smog, che verrà elaborato con il governo nazionale, deve prevedere “maggiori risorse per il trasporto pubblico green, investimenti su materiale rotabile e sistemi di trasporto sotterranei come la metropolitana, nonché l’accesso ai fondi europei destinati al risparmio energetico” spiega il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. “In questi 10 anni è stato fatto molto, bisogna fare di più” afferma il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni ricordando che “servono misure strutturali, molte le abbiamo prese”. Contrario alle targhe alterne e alle soluzioni di emergenza il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: “Non possiamo fare la danza della pioggia, ma bisogna attivarsi con gli strumenti della programmazione”.

Roma, intanto, risulta ultima in classifica tra le capitali e le grandi città europee per dotazioni di metropolitane, tram, ferrovie suburbanee, secondo i numeri elaborati da Legambiente che ha messo a confronto la Capitale con le altre realtà del continente. Abissale la distanza sia rispetto alla dotazione infrastrutturale di città molto più piccole come Amsterdam, Bruxelles o Vienna che di aree metropolitane più grandi come Londra o Parigi. Roma si trova indietro anche a una città come Budapest.

Con una media di 0,077 km di metropolitane, linee suburbane e tram ogni 1.000 abitanti., Roma risulta avere la dotazione più bassa in assoluto. E questo – sottolinea l’associazione ambientalista – spiega anche un altro record che caratterizza la città eterna, quello del possesso di automobili, pari a 71 auto ogni 100 abitanti, quando a Berlino sono 35 e a Londra 36.

E allora – sottolinea Legambiente – è abbastanza facile trovare la spiegazione allo smog e all’inquinamento. Ma l’aspetto più drammatico di questa analisi che occorre sottolineare è che la situazione di Roma nei prossimi anni non cambierà. Perché non c’è un solo chilometro di nuove linee di tram in cantiere o finanziato e per le linee metropolitane è stato finanziato solo il prolungamento della Metro C per 3,6 chilometri in più rispetto alla situazione attuale. Per il resto promesse vaghe e nessuna speranza, neanche per la famosa chiusura dell’anello ferroviario di cui si parla da oltre 20 anni”.

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