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Smog: preoccupa la ‘mal’aria’ di Roma

Pm10 fuori controllo per 56 giorni in alcune zone di Roma, 378 superamenti complessivi nelle 13 centraline e 27 giorni consecutivi con allarme smog. Il picco, secondo i dati in possesso di Legambiente, lo scorso 17 dicembre – quando era in vigore il provvedimento per il quale circolavano solo le targhe pari -con 110 µg/mc registrati, oltre il doppio del limite massimo.

Dopo Milano anche la Capitale è costretta a ricorrere a provvedimenti contro l’inquinamento più drastici delle targhe alterne e del fermo continuato dei veicoli più vecchi e più inquinanti.  Il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, ha disposto il blocco totale della circolazione all’interno della Fascia Verde per due giornate consecutive, lunedì 28 e martedì 29 dicembre, dalle 10 alle 16.  Durante le due giornate di stop totale della circolazione, saranno emessi – su indicazione del Campidoglio – biglietti speciali, “Ecobit”, dal costo di 1,50 euro che avranno validità giornaliera, e non dei canonici 90 minuti, con il quale si potrà viaggiare su bus, tram e metro in tutto il territorio della Capitale.

Stop alla circolazione per tre giorni per far fronte all’emergenza smog anche nell’area a nord di Milano dove i Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni hanno deciso di aderire al blocco del capoluogo lombardo e le auto resteranno ferme dalle 10 alle 16 da lunedì 28 a mercoledì 30 dicembre. “Il record negativo di giornate di superamento dei valori degli inquinanti non può lasciarci indifferenti – hanno dichiarato i sindaci delle Amministrazioni aderenti – Abbiamo dunque deciso di unirci all’appello che viene dalla Città Metropolitana di fermare la circolazione dei veicoli privati nella convinzione che per rendere più efficaci i provvedimenti contro l’inquinamento atmosferico è necessario estenderli su un territorio più vasto possibile e intraprendere azioni condivise. Un blocco che comporta sacrificio e qualche disagio necessari per salvaguardare la salute dei cittadini”.

L’allarme inquinamento non accenna a diminuire nelle grandi città con i dispositivi attuati finora come alcune giornate di targhe alterne, applicate in maniera più soft di come prevede il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’Aria: solo 9 ore al giorno e un’ampia interruzione di metà giornata, mentre il piano stesso indica che la modalità deve essere quella delle 12 ore minime continuative.

Curare la Mal’aria di Roma con le targhe alterne si deve fare ma non basta, bisogna passare a blocchi del traffico completi, allargamento immediato della Ztl, rilancio del trasporto pubblico, del car-saring, della ciclabilità”, dichiara il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi.

“Per farlo – continua – il commissario Tronca ha a disposizione strumenti già discussi con i cittadini e approvati dall’aula consiliare come il Piano Generale del Traffico Urbano che prevede la chiusura del centro alle auto, con bonus di ingresso sul modello milanese, l’ampliamento della Ztl, la realizzazione di corsie preferenziali. Poi va attuato il piano urbano della ciclabilità, rimasto lettera morta dopo l’approvazione, così come va recepito e realizzato il Grab (Grande Raccordo Anulare delle Biciclette) la cui realizzazione sarebbe anche finanziata dalla legge di stabilità nazionale”.

Dopo le troppe voci che hanno definito le targhe alterne inutili, noi torniamo ad affermarne l’utilità ma anche l’indispensabile necessità di iniziative più forti e durature, per ridare a Roma l’incanto di cui è stata sinonimo nei secoli e costruire un futuro di città a misura d’uomo e di bambino”, conclude Legambiente.

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