cupoladellaroccia

Spianata delle Moschee: c’è accordo Israele-Giordania

Telecamere 24 ore su 24 per “rafforzare lo status quo” sulla Spianata delle Moschee. Israele e Giordania hanno trovato un accordo, grazie alla mediazione del Segretario di Stato USA John Kerry, che nelle loro intenzioni metterà fine agli scontri sullo status della collina che sorge nella città vecchia di Gerusalemme, una delle questioni al centro dell’Intifada in corso. Ma le autorità della Palestina affidano la reazione a un silenzio carico di sospetti.

Da Amman, dove ha incontrato il re Abdullah II, Kerry aveva parlato con malcelata soddisfazione di un “risultato eccellente”. Nei giorni scorsi il Segretario di Stato USA era volato a Berlino per incontrare il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

L’intesa raggiunta prevede l’installazione di un sistema di telecamere attive 24 ore al giorno per “garantire a tutte le parti” il rispetto degli accordi presi all’indomani della guerra dei Sei giorni, nel 1967. In sintesi, come ha ricordato Kerry e ripetuto Netanyahu, “i musulmani vi pregano, i non-musulmani lo visitano”.

Così si assicurerebbe il rispetto del monopolio religioso islamico sulla Spianata, cioè sulla sommità della collina, che secondo le accuse dei palestinesi è messo continuamente in discussione dai pellegrinaggi di fedeli ebrei. I musulmani considerano la Spianata il terzo luogo più santo al mondo dopo la Mecca e Medina, e ai margini dell’area hanno costruito la moschea al-Aqsa e la Cupola della Roccia. Ma la collina era la stessa dove nell’antichità sorgeva il Tempio ebraico di Erode, distrutto dai romani nel I secolo d.C., e oggi gli ebrei possono visitare l’area a patto di non usarla per pregare. In sempre più occasioni, però, questo divieto è stato disatteso, e i palestinesi sono preoccupati che le autorità israeliane non abbiano intenzione di farlo rispettare.

“Israele ha un interesse sulla presenza delle telecamere, che non cambiano le intese esistenti”, ha dichiarato oggi Netanyahu. “Le riprese – ha aggiunto Azzam Khatib, direttore del Waqf di Gerusalemme, la fondazione religiosa che gestisce l’area sacra, finanziata dal governo giordano – saranno accessibili su internet per permettere a tutti di vedere ciò che avviene nella moschea al-Aqsa”.

I palestinesi però sono di un altro avviso. “Grazie alle immagini Israele potrà arrestare la nostra gente”, fa notare il capo negoziatore Saeb Erekat. Si tratta di una “nuova trappola” secondo il ministro degli Esteri Riyad al-Maliki, e fa ancora più rumore il no comment del presidente dell’ANP Abu Mazen.

Nel frattempo nella Cisgiordania occupata continuano gli attacchi. Stamattina un soldato israeliano di 19 anni è stato attaccato da un adolescente palestinese nella colonia ebraica di Kiryat Arba, a pochi chilometri da Hebron. Il militare ha riportato ferite gravi al viso e al collo, mentre il suo aggressore è stato ucciso dalle forze di sicurezza. Un episodio analogo si è ripetuto poche ore dopo alla Tomba dei Patriarchi, sempre a Hebron, e anche in questo caso si è concluso con la morte dell’aggressore.

F.M.R.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.