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Stamina, il sì per curare Noemi

Noemi verrà curata. Accesso senza liste d’attesa per il metodo stamina. La conferma ieri dal Tribunale dell’Aquila.

manifestazione-pro-stamina-vannoni-300x225Noemi, la bimba di 18 mesi, nata a Guardiagrele (Chieti) affetta dalla sindrome atrofica muscolare spinale (SMA), potrà iniziare le cure con le cellule staminali, senza alcuna lista d’attesa. A deciderlo, ieri, il Tribunale dell’Aquila. Lo stesso che aveva negato, lo scorso 25 novembre, il via al metodo stamina. Tutti gli Spedali civili della città di Brescia saranno obbligati all’immediata somministrazione di cellule staminali già presenti nelle aziende ospedaliere.

“Le liste sono per chi deve fare i carotaggi, cioè il prelievo delle proprie cellule e quindi la verifica delle stesse nei tempi che richiedono. Qui si dice di prendere le cellule esistenti già e infonderle a Noemi”

così parla Andrea, papà della bimba, ormai conosciuto in televisione per la sua battaglia in favore di questa controversa terapia.

”Per la prima volta i giudici affermano che possono essere utilizzate per un paziente le cellule staminali già disponibili a Brescia, e non solo le cellule prelevate ad esempio da uno dei genitori nel caso di bambini malati. Questo principio potrebbe consentire di velocizzare la lista d’attesa, considerando che sono oltre 150 le persone che attendono l’accesso al metodo Stamina presso gli Spedali civili di Brescia. Vedremo come reagirà l’ospedale. Applicando questo principio, l’ospedale di Brescia potrebbe riuscire a curare almeno 100 persone in attesa nell’arco di pochi mesi”.

A sottolinearlo è il presidente di Stamina FoundationDavide Vannoni, dopo che ieri i giudici hanno autorizzato le infusioni delle cellule.

La sperimentazione del protocollo di Stamina Foundation, che usa cellule staminali prelevate dal midollo osseo per fini terapeutici, era stata interrotta dal Ministero della Salute lo scorso settembre. Il Tar del Lazio ha però sospeso tale bocciatura proprio sulla base della mancata imparzialità dei componenti del comitato stesso, che avevano già espresso opinioni negative rispetto al metodo Stamina.

Le cure per la piccola Noemi sono state accettate ed avviate in base a due sentenze di due tribunali del lavoro, L’Aquila e Lamezia Terme, che ieri hanno autorizzato il metodo Stamina per due pazienti. Il giudice del lavoro del tribunale di Lamezia Terme, Antonio Tizzano, ha ordinato all’azienda ospedaliera Spedali Riuniti di Brescia, di somministrare le cellule staminali mesenchimali secondo la metodologia Stamina ad una donna della città affetta da sclerosi laterale amiotrofica.

Anche il tribunale collegiale di Pesaro ha accolto il reclamo presentato dalla famiglia di Federico, il bimbo di 3 anni affetto da un rarissimo morbo che gli sta paralizzando il corpo, per ottenere il proseguimento delle infusioni col metodo Stamina agli Spedali di Brescia.

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