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Strage Istanbul, giallo sul nome dell’attentatore

Ihake Mashrapov, il kirghiso di 28 anni il cui nome è stato accostato alla strage di Capodanno a Istanbul, si difende: non sarebbe lui l’autore dell’attentato, costato la vita a 39 persone e il ferimento di altre 70. A pubblicare il suo nome, stamattina, era stata la TRT, la tv di stato di Ankara.

Mashrapov ha spiegato all’agenzia kirghisa Akipress di essere stato scambiato per l’attentatore in base a una somiglianza, fermato dalla polizia turca all’aeroporto di Istanbul, e poi rilasciato con tante scuse. L’uomo, sostiene Akipress, era in effetti a Istanbul fra il 28 e il 30 dicembre, ma la notte della strage sarebbe stato in Kirghizistan, a diverse migliaia di chilometri dal Reina. Nei giorni successivi sarebbe tornato in Turchia, per poi tornare nel suo paese natale stamattina, quando in Italia era notte fonda. Qui sarebbe stato interrogato anche dalla polizia kirghisa e di nuovo rimesso in libertà.

Una foto del passaporto del Kirghizistan, con cui era arrivato in Turchia, era stata pubblicata stamattina su Twitter da utenti turchi. Già ieri gli inquirenti avevano annunciato di conoscere l’identità di un sospettato dell’attentato, ma fino a stamattina non era stato reso pubblico alcun nome.

Secondo quanto è stato rivelato, il passaporto sarebbe stato emesso lo scorso 21 ottobre, appena un mese prima del suo arrivo in territorio turco. Mashrapov è arrivato a Istanbul il 20 novembre accompagnato dalla moglie e dai due figli. Pochi giorni dopo è partito per Konya, nell’Anatolia centrale, dov’è rimasto una settimana – per cercare lavoro, a quanto pare – prima di fare ritorno in riva al Bosforo.

A Istanbul, il presunto terrorista avrebbe avuto frequentazioni a Zeytinburnu, un quartiere popolare appena fuori dal centro della metropoli, sulla riva europea. Qui ieri sera la polizia ha arrestato quattro persone in una retata. Si aggiungono alle otto già arrestate ieri dall’antiterrorismo e ad altri due sospettati fermati oggi a Istanbul, per un totale di 14.

Fra gli arrestati c’è anche la moglie di Mashrapov. Secondo il quotidiano Habertürk, sarebbe stata fermata ieri nella provincia di Konya. Fonti della polizia avrebbero confermato l’arresto a Sally Lockwood, la corrispondente della tv britannica ITV. Secondo Hürriyet, sarebbero stati interrogati anche i figli di Mashrapov. La donna avrebbe sostenuto di non aver mai sospettato che suo marito fosse un simpatizzante dell’ISIS, e di aver saputo dell’attentato solo guardando la tv.

Chi ha compiuto l’attentato, si legge ancora su Hürriyet, aveva una preparazione militare. Lo testimonia non solo la freddezza dimostrata durante la sparatoria, ma anche la tecnica impiegata nel fare fuoco. Tra l’altro, sparava tenendo l’arma al fianco, come fanno, tra gli altri, i miliziani nelle battaglie strada per strada nella guerra civile siriana. Hürriyet arriva a ipotizzare che Mashrapov sia stato “selezionato appositamente” da elementi dell’ISIS per la sua abilità.

Intanto i siti d’informazione turchi hanno pubblicato un video-selfie che mostra il presunto attentatore mentre cammina per il centro di Istanbul. Nel filmato, che dura circa quaranta secondi, Mashrapov indossa un giubbotto scuro praticamente uguale a quello ripreso dalle telecamere di sicurezza del Reina, la discoteca teatro della strage. L’uomo guarda sempre in camera, senza proferire parola, mentre sullo sfondo si riconoscono le strade intorno a piazza Taksim.

F.M.R.

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