discoteca riccione

Stretta sulla movida: sigilli per 4 mesi al Cocoricò

A 3 settimane dalla morte di un ragazzo minorenne in seguito ad assunzione di una pasticca di ecstasy, chiude il ‘Cocoricò’, la famosissima discoteca di Riccione. La mano pesante del questore di Rimini Maurizio Improta si è abbattuta su uno dei locali della riviera romagnola preferiti dai giovani: quattro mesi di fermo a partire da lunedì 3 agosto. Il provvedimento è stato adottato in base all’articolo 100 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) dopo il gravissimo evento del 19 luglio quando il 16enne di Città di Castello Lamberto Lucaccioni è morto per un’overdose.

«Il provvedimento (notificato all’alba di domenica 2 agosto, ndr) ha lo scopo di fornire tutela ai minorenni – si legge in una nota della Questura -, persone certamente più fragili e vulnerabili rispetto alle altre e, per tale motivo, soggette ben più di altre a sfruttamento ed abusi da parte di altri soggetti».

Stupita la proprietà, secondo cui la chiusura del locale per 4 mesi è una «sanzione enorme». «Ferma restando confermata la stima, mia personale e dei miei assistiti, verso le istituzioni tutte e, in particolare, in questo caso, verso il Signor Questore di Rimini – si legge in una nota dell’avvocato Alessandro Catrani, legale del Gruppo Cocoricò – siamo sinceramente sorpresi per l’entità enorme della sanzione adottata, giunta fra l’altro al termine di un lungo linciaggio mediatico senza precedenti, e stiamo leggendo attentamente le motivazioni del provvedimento, appena notificatoci, per poi predisporre ogni più utile attività defensionale da esercitare nelle opportune sedi». 

E’ “di fatto una chiusura a tempo indeterminato del locale”, denuncia in una conferenza stampa a Roma, uno dei cinque soci dell’azienda, Fabrizio De Meis, parlando anche a nome degli altri quattro titolari. E annuncia il ricorso al Tar. Ma in punto su cui De Meis insiste è che “a regole invariate, in Italia continueranno a succedere, come sono già successe, tragedie come quelle del giovane morto nei giorni scorsi“. Perché, continua: “Non è chiudendo il locale che si risolverà il problema. Occorre invece ciò che abbiamo da tempo chiesto alla politica e alle forze dell’ordine ovvero il Daspo nelle discoteche a carico di chi commette reati, e il tampone obbligatorio per rilevare l’assunzione di droga all’ingresso dei locali“.

De Meis spiega anche che la chiusura per quattro mesi della discoteca di Riccione “porterà a perdite fra 1,5 e 2 milioni di euro“. Il Cocoricò – definito unanimemente la prima discoteca d’Italia, fattura poco meno di 4 milioni di euro all’anno e dà lavoro all’incirca a 200 persone, di cui circa 100 adibiti ai controlli di sicurezza all’interno del locale.

«Bene» invece per il Codacons il provvedimento, «ma la pena – per l’associazione dei consumatori – è ancora troppo blanda. Ora chiediamo alle forze dell’ordine controlli a tappeto nelle principali discoteche dell’Emilia Romagna e del paese, volti a verificare la diffusione di sostanze stupefacenti all’interno di tali locali e a punire con la chiusura le strutture che non riusciranno a prevenire ed evitare lo spaccio di droghe».

Adiscotecal Cocoricò nel dicembre 2004 un 19enne marchigiano morì per un’overdose di ecstasy, nel dicembre 2011 un 18enne di Cattolica si salvò solo grazie al trapianto di fegato. La sospensione della licenza poi è già scattata nel 2013 per tre settimane, 15 giorni nel 2011 e due giorni nel 2014.

Il provvedimento è stato notificato domenica mattina all’alba, proprio mentre il locale si svuotava degli avventori, all’amministratore della società che gestisce la discoteca. Il provvedimento del Questore, partendo dall’ultimo tragico episodio della morte del 16enne, ripercorre dettagliatamente tutti gli interventi delle forze dell’ordine negli ultimi due anni, compresi quelli del 118.

La discoteca era entrata anche nel mirino della Guardia di Finanza di Rimini, che sabato ha avviato un’indagine per un’evasione fiscale. La verifica è partita dai 5 anni precedenti l’attuale gestione e si è concentrata su dichiarazioni di redditi inferiori a quelli reali, evadendo il Fisco per alcuni milioni di euro.

Intanto, anche il weekend appena trascorso è stato blindato sulla riviera romagnola, con controlli che si sono intensificati tra Rimini e Riccione: 92 gli uomini impiegati tra squadra mobile, reparti prevenzione crimine, volanti, polizia stradale, polizia ferroviaria, reparto mobile di Senigallia, carabinieri di Rimini e Riccione, polizia municipale: 392 le persone identificate e controllate e 230 le auto fermate nei 12 posti di controllo. Otto le patenti ritirate per alcol. Nei pressi dei locali notturni i poliziotti hanno identificato e segnalato 12 ragazzi in possesso di stupefacenti. Multati 5 pr per violazione dell’ordinanza sindacale di Riccione e sequestro di oltre 200 articoli di merchandising di una nota discoteca di Riccione, elevate sanzioni per 500 euro. Un 20enne residente a Lodi è stato arrestato dalla polizia per spaccio di una considerevole quantità di hascisc, ecstasy, ketamina, cocaina, marijuana, divisa in dosi. I carabinieri di Riccione invece hanno arrestato un napoletano di 27 anni mentre, nei pressi della stazione, avvicinava i giovani in attesa delle navette per le discoteche offrendo loro ogni tipo di droga; le sostanze le teneva nascoste in un’auto poco distante. I Cc hanno sequestrato diverse dosi di ecstasy pronte allo spaccio.

Ma a seguito del gravissimo episodio accaduto all’interno del ‘Cocoricò’ è scattato anche il piano del Viminale che prevede una stretta sulla movida. La direttiva di fine maggio, varata proprio in vista dell’estate, oltre alla prescrizione dei consueti alcooltest, prevede controlli antidroga nelle discoteche e in tutte le altre zone dove i giovani si incontrano: di fronte a irregolarità dovrà scattare immediata la chiusura. La direttiva del prefetto Pansa non lascia equivoci rispetto alla necessità «di combattere il fenomeno dello spaccio che colpisce fortemente i cittadini e le loro famiglie». Non a caso viene sollecitata «la possibilità di incentivare tutte le modalità di acquisizione di elementi informativi da parte dei cittadini come la direttiva che nel settembre 2014 ha introdotto il servizio di sms telefonico, gratuito per i denuncianti, con il quale poter segnalare episodi di spaccio negli istituti scolastici e nelle adiacenze degli stessi».

Agire con il massimo rigore, senza rinvii o ripensamenti. La posta in gioco è altissima, riguarda la vita di chi rappresenta il nostro futuro e il futuro del Paese: i nostri giovani. Su questo è necessaria un’attenta riflessione da parte di tutti, dalle famiglie alle istituzioni alle confessioni religiose. In problema è principalmente nei valori, in quelli che non si coltivano più, in cui non si crede più, che non si trasmettono più alle generazioni successive.

 A.B.

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