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Sud Sudan, il nuovo Stato indipendente

sud_sudanContinuano le celebrazioni a Giuba per l’indipendenza del Sud Sudan. Quando si sono uditi i rintocchi della campana che suonava la mezzanotte, ieri l’altro un’esplosione di gioia ha salutato l’inizio del primo giorno del nuovo Stato: “Siamo liberi! Siamo liberi! Addio Nord, buongiorno felicità!”, gridava tra la folla una cittadina sud sudanese. “Abbiamo lottato così a lungo, questo é il nostro grande giorno, non potete immaginare ciò che sentiamo”, ha detto uno studente di 27 anni tornato apposta dal Cairo per celebrare.

Fuochi d’artificio hanno illuminato il cielo, mentre numerosi automobilisti, sventolando bandiere e suonando il clacson, percorrevano le strade della capitale sud sudanese, in preda a un tumulto assordante. Per celebrare l’indipendenza del nuovo Stato sono giunti a Giuba governanti stranieri, fra cui 30 leader africani, e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. “Il popolo del Sud Sudan ha realizzato un sogno – ha dichiarato Ban al suo arrivo – L’Onu e la comunità internazionale continueranno a restare a fianco del Sud Sudan”. Dopo oltre 50 anni di guerra – inframmezzati da un periodo di calma di alcuni anni – fra i ribelli del Sud e i vari governi succedutisi a Khartoum, con un bilancio di almeno due milioni di morti, nel 2005 era stato firmato un accordo di pace che prevedeva un referendum di autodeterminazione per il Sud: svoltosi lo scorso gennaio, quasi il 99% dei votanti si è pronunciato per la secessione. Il governo di Khartoum già da ieri ha riconosciuto la Repubblica del Sud Sudan. Il presidente del parlamento del Sud Sudan ha ufficialmente proclamato l’indipendenza del suo Paese, scattata alla mezzanotte, in una cerimonia tenuta nella capitale. Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, e il presidente del Suda, Omar el Beshir. Decine di migliaia di persone hanno assistito alla cerimonia, tenuta davanti al mausoleo del leader indipendentista John Garang, morto in un incidente aereo nel luglio 2005. Vestito in abito bianco con turbante in testa, lo speaker del parlamento, James Wanni Igga, ha detto: “Noi, i rappresentanti democratici eletti dal popolo, basandoci sulla volontà del popolo del Sud Sudan e come hanno confermato i risultati del referendum sull’autodeterminazione, proclamiamo da questo momento il Sud Sudan nazione indipendente e sovrana”. La cerimonia si era aperta con i discorsi di due dignitari religiosi, uno musulmano e uno cristiano (la religione maggioritaria). Di seguito, fra grida di giubilo e di commozione della folla, che scandiva “Noi non ci sottometteremo mai e poi mai!”, è stata ammainata la bandiera del Sudan ed è stato issato il nuovo vessillo. Poi ha parlato il presidente sud-sudanese, Salva Kiir, in abito scuro. Salva Kiir ha prestato giuramento come nuovo presidente del Sud Sudan, nato dalla divisione dal Sudan, nella cerimonia a Giuba per la proclamazione dell’indipendenza. “Sono orgoglioso di dichiarare che gli Stati Uniti riconoscono formalmente la Repubblica del Sud Sudan come Stato indipendente e sovrano a partire da questo giorno, 9 luglio 2011” ha affermato Obama in una dichiarazione diffusa dalla Casa Bianca. “Dopo tanta lotta da parte del popolo del Sud Sudan, gli Stati Uniti d’America danno il benvenuto alla nascita di una nuova Nazione” ha aggiunto Obama. “Una giornata come quella di oggi ci ricorda che dopo il buio della guerra, la luce di una nuova alba è possibile”.

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