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Tasse&fantasia, la Iuc spazza via il Tuc. E la Trise

Nuovo capitolo all’epopea delle tasse sulla casa: l’Imposta comunale unica cancella le altre ipotesi sul dopo Imu. Includerà la Tasi e la Tari.
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All’epopea della nuova tassazione sulla casa si aggiunge un nuovo capitolo: l’introduzione della Iuc, l’imposta unica comunale, cancella di fatto tutte le ipotesi post Imu sulle quali si è speso finora il governo Letta.

L’imposta è contenuta in uno degli emendamenti dei relatori della legge di Stabilità depositato ieri in commissione Bilancio al Senato. A scapito del nome, la Iuc incorpora le componenti dei servizi indivisibili (Tasi) e quella della raccolta dei rifiuti (Tari). Non si applicherà alla prima casa eccezion fatta per le dimore di lusso, e l’aliquota massima prevista si attesterà agli attuali 10,6 per mille.

In arrivo, inoltre, ulteriori risorse per i comuni: vengono, infatti, stanziati 500 milioni di euro da destinare alle detrazioni, facendo così passare le risorse totali per gli enti locali a 1,5 miliardi di euro.

“Abbiamo la certezza che si pagherà di meno rispetto al 2012”.

Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, ha commentato l’intesa raggiunta in commissione sul tema della casa.

Secondo il senatore del Pd, Giorgio Santini, in questa norma “c’è una forte connotazione per i redditi bassi”.

Quello che si dovrebbe venire a creare secondo Santini è un “un effetto analogo del 2012”, quando la detrazione base era di 200 euro ed era previsto uno sconto di 50 euro per ogni figlio.

Sembrerebbe, in ogni caso, che sarà proprio questa nuova imposta quella con la quale gli italiani dovranno misurarsi nel prossimo futuro: stando alle dichiarazioni di Legnini, il governo punterebbe a “chiudere questa notte l’esame in Commissione, a porre la questione di fiducia domani mattina e a votarla domani sera”.

Una scelta, quella di ricorrere al voto di fiducia, già ventilata questa mattina dal ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. Una questione che, secondo il ministro, viene posta

“non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare”.

Un iter, in ogni caso, che deve tenere conto dell’imminenza della data del 27 novembre, giorno in cui è fissato il voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. E che, con il passare dei giorni aveva reso l’ipotesi della questione di fiducia sempre più reale.

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