the walk

The walk, un’esperienza al di sopra delle nuvole

Sognare l’impossibile e compierlo, vincere la paura e vivere la più forte e intensa delle emozioni, questo è quello che accade in The Walk, di Robert Zemckis. Un film in 3 D che racconta la più straordinaria delle imprese del funambolo francese Philippe Petit, quando questi nel 1974 attraversò in equilibrio su un filo lo spazio tra le due torri gemelle, camminando per quasi 40 minuti lungo 42,5 metri sospeso ad un’altezza di 417 metri dal suolo.

La mattina del 7 agosto del 1974 Philippe Petit, funambolo, giocoliere e artista di strada, sorprese la città di New York con la sua spettacolare camminata nel vuoto su un cavo d’acciaio, spuntato dal nulla nella notte, sospeso tra le torri del Word Trade Center. La storia di questa impresa somiglia ad un favola. Reminiscenze circensi che si perdono nel tempo e una storia che, se non fosse per i due grattacieli, potrebbe collocarsi in ogni epoca, fanno di questo film un racconto leggendario, una sorta di mito dell’uomo che osò sfidare il cielo e la terra.

Joseph Gordon Levitt;Ben KingsleyZemckis non è nuovo a questo genere di storie straordinarie, si pensi a Cast Away o Flight. Qui racconta l’eccezionale personaggio che è Philippe  dalla sua infanzia fino al giorno della sua impresa che Petit realizzò esclusivamente con l’aiuto dei suoi amici e di mezzi propri, nel pieno disprezzo di ogni forma di autorità civile.  La storia in realtà sembra più che altro il pretesto per riempire lo spazio di un lungometraggio, che di fatto si fonda tutto su un’eccezionale passeggiata nel vuoto, e serve a preparare lo spettatore, sia da un punto di vista narrativo che da quello visivo, al vero fulcro del film.

Più che di un film dunque si tratta di un’esperienza emotiva che solo attraverso l’ausilio della tecnologia 3D e dello schermo IMAX poteva essere realizzata e può essere apprezzata, diversamente The Walk perderebbe molto del suo fascino. L’impianto drammaturgico esiste in funzione della più sconvolgente avventura che si possa permettere di vivere ad uno spettatore seduto nella poltrona di una sala cinematografica. Ma l’emozione è forte davvero e del tutto inevitabile. Insomma più che di un film si potrebbe correttamente parlare di un vero e proprio spettacolo in cui, a forza di inquadrature sorprendenti e vertiginose, il pubblico può vivere davvero l’emozione di trovarsi sospeso per aria insieme al protagonista, o meglio come il protagonista, con tutta la sconvolgente trepidazione che la prova comporta. Vietato soffrire di vertigini.

Insomma un’esperienza sconvolgente che all’uscita dalla sala lascia sorpresi e grati di poter tornare a posare i piedi su un pavimento stabile e uniforme. Per il resto la storia in sé resta un pittoresco racconto fatto di graziose inquadrature che, soprattutto in apertura, sembrano voler di richiamare la poesia di certe immagini di Robert Dosnieau.

Il film è stato presentato oggi presentato alla Festa del Cinema di Roma, andrà nelle sale italiane a partire dal 22 ottobre.

Vania Amitrano

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