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Torino apre al cinema suonando la Marsigliese

Il teatro del Lingotto affollato -non un posto vuoto-, la bandiera francese a schermo pieno, l’orchestra del conservatorio G. Verdi di Torino suona la Marsigliese e il pubblico in piedi ad applaudire. Apre così la 33esima edizione del Torino Film Festival. E Fassino fa gli onori di casa.

Un breve discorso del primo cittadino per chiarire che anche il Torino Film Festival non intende spegnere le luci e cedere al terrore. Fassino incalza:  “No. Non vogliamo cambiare la nostra vita!” e cita Rabin : “Combattere il terrorismo come se non ci fosse un processo di pace e continuare con il processo come se non ci fosse il terrorismo”. E dopo aver ricordato Valeria, la vittima italiana dei recenti attentati di Parigi, si dice vicino al dolore della Francia, alle famiglie delle tante vittime e ai tanti attori, attrici e registi d’oltralpe che hanno arricchito e ancora arricchiscono la nostra cultura e la nostra vita. Infine il sindaco conclude: “Le ragioni della vita sono più forti della barbarie della morte”.

Segue una lunga carrellata di frammenti dei tanti, troppi,  film, 206, che saranno presentati nelle numerose sezioni fino alla chiusura della manifestazione il 28 novembre prossimo.  Poi, finalmente, arriva il momento dell’omaggio ad Orson Wells, personaggio-personalità cui la manifestazione è stata dedicata. Giuseppe Battiston legge alcuni stralci dei discorsi di questo grande regista che si autodefiniva un “vecchio zingaro sbrindellato”. L’attore friulano rievoca Wells quando diceva di essere “pazzo, ma non abbastanza da pretendere di essere libero. È solo che le necessità di cui sono schiavo sono diverse da quelle di tutti gli altri”. Il celebre Jean Cocteau lo descrisse come “un gigante con la faccia da bambino” e l’immagine si adatta bene allo spirito giovane del Festival che tiene a presentare solo opere di registi al loro primo o secondo lavoro. E infatti, sempre attraverso la voce di Battiston, Wells conclude: ”Faccio di tutto per rovinare la mia immagine: essere un uomo di spettacolo è il solo modo che ho per riuscire ad arrivare alla gente”.

Chiara Francini, madrina della manifestazione, prosegue la serata. Inizialmente appare impacciata, sembra quasi  leggere il copione di una recita scolastica, ma inaspettatamente si riprende nel momento di maggior imbarazzo, causato da una difficoltà sui tempi, e diverte scherzando con spontaneità su trombe e tromboni.

La serata si conclude con la proiezione dell’atteso film Suffragette, già un successo a Londra, che al termine riceve lunghi applausi da parte di tutto il pubblico in sala.

Valerio Mastandrea, interprete de La felicità è un sistema complesso, ultimo film di Carlo Mazzacurati, che ha riscosso grandi consensi al Torino Film Festival 2013, è il presidente della giovane giuria cui spetta valutare i film in concorso quest’anno. Non riesce però a calarsi a pieno nel ruolo di giudice: “Non sento di essere venuto a giudicare – dice – semplicemente noi intendiamo condividere e discutere insieme di quello che vedremo e delle emozioni che i film riusciranno a trasmettere”.

Vania Amitrano

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