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Tour: Cavendish il duro dedica la vittoria al cane

807136-cavendishCap Frehel. Cavendish è appena sceso di sella dopo la sua 16^ vittoria complessiva al Tour dal 2008 ad oggi. E subito polemizza con l’organizzazione: “Sono sorpreso io per primo di questa vittoria. Noi vinciamo troppo e quindi loro continuano ad aumentare le difficoltà”.

In questo Tour dal clima sempre più infuocato, anche la tappa di ieri ha regalato emozioni di vario genere, e non soltanto sportive. Cavendish vince, anzi stravince, imponendosi nello sprint finale sul belga Philippe Gilbert e confermandosi ancora una volta all’altezza del soprannome “Cannonball”, affibiatogli proprio per la sua straordinaria potenza e per l’esplosività delle sue accelerazioni negli ultimi metri di gara. E fino a qui, questo è sport. Poi viene il resto: la polemica con gli organizzatori, una dura frecciata ai giornalisti sportivi che l’avevano criticato per le sue recenti prestazioni (“quei grandi ignoranti”), una rissa sfiorata tra lo spagnolo Rojas e il nostro Petacchi, e gli insulti rivolti da Cavendish ad un cronista che nella stessa l’aveva erroneamente coinvolto. Il finale, però, è decisamente di segno diverso e, come si suol dire, a sorpresa: “Cavemen” prima afferma di esser ben “contento di essere paragonato a McEnroe” per la passionalità sportiva sempre dimostrata in gara (e nel dopogara…) e subito dopo se ne esce invece con una candida battuta usata quasi per giustificarsi: “per i problemi che mi causa la mia testa, attorno a me ho le persone giuste”. Ma l’apice giunge al momento delle dediche. E tra i presenti c’è anche qualche momento di commozione quando il ciclista britannico dichiara: “Dedico la prima vittoria di quest’anno al Tour al mio cane, che è morto ieri. Forse a voi sembrerà una cosa una po’ bizzarra, ma per me e la mia fidanzata era davvero come un figlio”.

R.R.

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