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Transazioni in contanti, Renzi cancella il limite di Monti

“Oggi non si può spendere più di 999 euro in contanti, riportare il limite a 3mila euro vuole incoraggiare di nuovo i consumi”.
La novità l’ha annunciata, questa mattina, il premier Matteo Renzi e verrà inserita nella nuova legge di stabilità.

“In passato si è fatta una grande battaglia contro l’evasione, e sono assolutamente d’accordo – ha affermato ai microfoni di Rtl 102.5 – ma non sono d’accordo sul metodo: non si combatte mettendo gli agenti della Finanza a giocare a nascondino fuori dai negozi”.

“Con il telefonino controllo tutto di tutti, con gli strumenti bancari controllo tutto di tutti – ha aggiunto – lo scorso anno abbiamo avuto quasi 4 miliardi di più di gettito Iva, attraverso l’information tecnology recuperi molta più evasione che non giocando al cane e gatto per le strade”. Praticamente “facciamo la lotta all’evasione ma non andiamo al terrore. Se uno ha la possibilità di spendere soldi, fino a 3mila euro lo faccia”.

Viene meno, così, quel limite alle transazioni in contanti che il governo dei professori aveva imposto nel 2011 per cercare di contrastare i fenomeni di evasione, riducendo il tetto da 12.500 a 2.500 euro prima e a 999 euro poi. Fenomeni che evidentemente Renzi, visto che “naturalmente è tutto tracciato”, ritiene di poter governare tanto da inserire nelle poste del bilancio i ricavati di un maggior gettito fiscale connesso proprio agli esiti di una più stringente lotta all’evasione. E questo è un motivo per il quale “abbiamo i soldi per abbassare le tasse nella legge di stabilità”.

L’innalzamento del tetto delle transazioni cash, in ogni caso, piace agli operatori economici. Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, ha definito il limite voluto da Monti come “anacronistico e dannoso, se consideriamo per giunta come Paesi nostri concorrenti e confinanti hanno limiti ben più alti o ne sono completamente privi”.
“Per supportare quindi i primi segnali di ripartenza del settore e dell’intera economia nazionale – ha spiegato – è indispensabile innalzare, se non abolire, ogni limite e lasciare” la libertà di poter decidere quale “mezzo di pagamento utilizzare. Ed il contante è alla base di ogni minimo acquisto”.

Non è dello stesso avviso, invece, Pier Luigi Bersani, che al premier replica duro: “non si dica che, alzando la soglia a 3mila euro, si favoriscono i consumi. Chi ha 3mila euro da spendere sicuramente ha la carta di credito. Si incoraggerebbero consumi in nero, riciclaggio, evasione e corruzione come certificato da tutte le agenzie a partire dalle Entrate”.

Il contante, stando ai dati di Mef e Agenzia delle Entrate, viene utilizzato in Italia per almeno l’82% delle transazioni, a fronte di una media europea che si ferma al 60%, per un costo per le banche di circa 4 miliardi di euro e del doppio per il sistema Paese.
Va detto che, comunque, rendendo gli altri sistemi di pagamento più capillari, efficienti, veloci e convenienti, si potrebbe offrire un altro sistema altrettanto valido per l’utenza, che avrebbe così maggiore possibilità di scelta, come avviene ad esempio in Gran Bretagna dove i sistemi di pagamento elettronico sono diffusi e largamente utilizzati.

L’idea alla base della scelta di Renzi, però, è chiara: “aumentare i consumi” e quindi incentivare la circolazione del denaro. “Chi fa il furbo – ha chiosato – lo stronco per bene, ma i cittadini non devono essere assediati da un esercito”.

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