img_0915

Trapiantato licenziato: sciopero solidale colleghi

Licenziato al ritorno da una malattia che lo ha costretto a trapianto di fegato con successive cure e controlli, che per otto mesi lo hanno tenuto lontano dal posto di lavoro. E’ accaduto ad Antonio Forchione, 55 anni, residente a Rivoli in provincia di Torino, con famiglia ed una moglie che non lavora

“E’ una vergogna essere trattati così dopo 27 anni. Io all’azienda ho dato davvero tanto”. Commenta amaramente Antonio Forchione la decisione della Oerlikon Graziano di Cascine Vica, azienda specializzata da oltre 40 anni nella costruzione di attrezzature meccaniche e dentatura ingranaggi. “Sono un operaio universale, ci chiamano così – aggiunge lo sfortunato – Ho sempre lavorato su tre turni. Dicono che ora non posso più fare il lavoro che facevo e non sanno che mansione affidarmi. Non c’è nessuna posizione per me, ero anche disposto a un demansionamento”. Antonio farà causa all’azienda. Tra l’altro, gli mancano solo cinque anni alla pensione.

Almeno dai colleghi, Forchione ha riscosso affetto e solidarietà. In misura tale da procurargli non poca emozione, mal celata da un paio di occhiali da sole, quando li ha trovati davanti ai cancelli della ditta con le braccia incrociate per lui, per una persona che sopravvive prendendo ogni giorno 22 pastiglie. “Capisco che non posso più essere quello di prima e comprendo anche le difficoltà dell’azienda nel trovare una giusta ricollocazione – dice Antonio –  Ma sono passati 2 mesi da quando è scaduto il mio periodo di malattia. Non pretendo di tornare a lavorare nell’officina, ma penso di essere in grado di fare un lavoro di ufficio e sono disposto ad accettare mansioni molto più basse del mio livello”.

Ovviamente il licenziato ha dato mandato al suo legale di impugnare il licenziamento. “Mi auguro che le decisioni vengano prese in fretta”, dichiara, ritenendo di avere “totalmente ragione ed ho piena fiducia nella giustizia”. “E poi diciamo che quando ti danno pochi mesi di vita e superi un intervento molto delicato –  conclude – allora guardi le cose da un’angolazione diversa e riesci a trovare il lato positivo anche da vicende davvero brutte come questa”.

Una vicenda davvero brutta che il ministro del Lavoro Giuliano Poletti commenta definendola “inconcepibile, inaccettabile, sbagliata”.

Se una persona ha una situazione come questa – dice – l’azienda si deve prendere la responsabilità di garantirgli un’opportunità. Se le notizie dei giornali corrispondono alla  verità, è un errore molto grave che l’azienda deve immediatamente recuperare”.

A.B.

 

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.