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Tribunale del Mare: maro’ restino in India, in attesa di giurisdizione

La Corte di Amburgo ha deciso che non assumera’ nessuna misura temporanea per il caso dei maro’ Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, il primo in Italia dall’agosto 2014 per motivi di salute, il secondo trattenuto in India da oltre 3 anni e mezzo. Il Tribunale chiede inoltre ai due Paesi interessai, Italia e India, di sospendere le rispettire procedure in attesa della decisione sulla competenza.

Il Tribunale internazionale del mare (Itlos, nell’acronimo in inglese) si e’ riunito questa mattina per stabilire la sorte del procedimento nei confronti dei due maro’  accusati in India dell’omicidio di due pescatori nello Stato indiano di Kerala. La sentenza della corte, presieduta ad Amburgo dal giudice Vladimir Golitsyn, e’ stata pronunciata intorno alle 11,45. Una sentenza soffferta che ha diviso i giudici: 11 hanno votato per non assumere misure temporanee, altri 6 a favore.

Slitta quindi qualsiasi possibilita’ di accelerare i tempi sulle misure cautelari che riguardano  Girone e Latorre, il rientro in patria del primo e la permanenza a casa del secondo per curarsi. Le prime due udienze si erano tenute il 10 e 11 agosto scorsi. Subito fu scontro, senza esclusione di colpi, tra Roma e New Delhi. Salvatore Girone e’ “ostaggio” dell’India e Massimiliano Latorre e’ “a rischio della vita”, se fosse costretto a ritornarvici, afferm’ l’Italia. E l’India replico’: “Definire Girone ostaggio e’ offensivo e inopportuno”. Latorre e Girone “non sono stati ancora tecnicamente incriminati di alcun reato” dalla giustizia indiana, ma l’India “dimostra – secondo l’ambasciatore Francesco Azzarello – di disprezzare il giusto processo” considerandoli “gia’ colpevoli con un atteggiamento che esemplifica al meglio l’impasse attuale”. Girone quindi e’ “ostaggio” dell’India, secondo il governo italiano, che ha attivato la procedura di arbitrato internazionale il 26 giugno scorso e chiede “misure cautelari” urgenti a tutela dei maro’, finche’ non si sara’ espressa la Corte arbitrale dell’Aja: il ritorno in patria del fuciliere che si trova ancora in India; la permanenza di Latorre in Italia per curarsi dall’ictus che lo colpi’ nell’ambasciata d’Italia a New Delhi; la sospensione delle procedure della giurisdizione indiana a carico dei maro’, nel contesto e fino alla conclusione del procedimento arbitrale. New Delhi ha insistito sulla propria posizione.

“Descrivere il sergente Girone come un ‘ostaggio’ e’ del tutto inappropriato e offensivo ed e’ dimostrato dal fatto che a entrambi i maro’ e’ stato consentito di tornare due volte in Italia”, ha affermato il team legale indiano, che si e’ detto “sorpreso” dell’Italia che descrive i due maro’ come vittime: “le vere vittime sono i due pescatori uccisi e le loro famiglie che ancora soffrono”. Quindi l’Italia e’ “in malafede e inaffidabile”. Le decisioni dell’Itlos sono definitive e obbligatorie per i due Stati coinvolti dalla controversia. Ma la Corte arbitrale dell’Aja, a cui si e’ rivolta l’Italia, una volta operativa potra’ comunque decidere sulla vicenda ed eventualmente ribaltare le decisioni dell’Itlos. Procedimento che potrebbe anche durare qualche anno.

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