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Trump dal Papa: “Non dimenticherò le sue parole”

Donald Trump a colloquio da papa Francesco. Il presidente USA e il Pontefice si sono incontrati intorno alle 8.30 di stamattina nel Palazzo Apostolico, residenza ufficiale del Papa, in Vaticano.

L’incontro con il Papa era una delle tappe più importanti del viaggio all’estero di Trump, il primo da quando è presidente. Nei giorni scorsi l’inquilino della Casa Bianca è stato in Arabia Saudita e in Israele. Oggi pomeriggio partirà per Bruxelles, ma venerdì sarà di ritorno in Italia per partecipare al G7 di Taormina.

Il colloquio in Vaticano è durato circa mezz’ora, poco più del previsto. I primi minuti si sono tenuti in pubblico: papa Francesco si è scusato per la sua padronanza imperfetta dell’inglese (il dialogo è proseguito attraverso un interprete), Trump ha detto di considerare “un onore” essere ospite del Vaticano.

Poi il Papa e il presidente hanno proseguito l’incontro a porte chiuse. Alla fine sono stati raggiunti dai rispettivi seguiti. Ad accompagnare Trump, fra gli altri, la first lady Melania e la figlia Ivanka, entrambe in nero e velate. Melania aveva fra le mani un rosario che ha chiesto a Francesco di benedire. Fra i prelati che hanno partecipato alle presentazioni, il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, il segretario per i Rapporti con gli Stati, cardinale Paul Richard Gallagher, e il prefetto della Casa pontificia, monsignor Georg Ganswein, con cui Trump si è intrattenuto a parlare più di tutti.

Tra i doni di rito, il Papa ha incluso tre libri, uno dei quali è una copia della sua enciclica Laudato si’, e un medaglione con un ramo di ulivo che tiene insieme una pietra spezzata in due parti. “Questo glielo regalo perché lei sia strumento di pace”, ha detto Francesco a Trump. Libri anche da parte del presidente USA, in una confezione che comprende anche un pezzo di granito proveniente dal Martin Luther King Memorial di Washington – “onora la speranza di King, la sua visione e l’ispirazione per le generazioni a venire”, spiega la Casa Bianca – e una scultura in bronzo intitolata Rising Above (“Elevandosi”): “Rappresenta la speranza per un domani di pace”.

Non dimenticherò quello che mi ha detto”, ha promesso Trump al momento di salutare il Pontefice. Poi, lui e la sua delegazione sono stati accompagnati a visitare la basilica di San Pietro e la Cappella Sistina. Il Papa invece ha tenuto un’udienza generale.

Da quanto si è potuto capire, il tono del colloquio si è mantenuto cordiale. Si temevano tensioni: nei mesi scorsi Trump e Francesco si sono beccati a distanza. A febbraio 2016, in piena campagna elettorale, il Pontefice aveva criticato indirettamente Trump e il suo annuncio di voler costruire un muro al confine con il Messico. “Una persona che pensa solo a costruire muri, ovunque essi siano, e non a costruire ponti, non è cristiana”, aveva detto il Santo Padre. Trump aveva ribattuto evocando il rischio che il Vaticano fosse attaccato dall’ISIS. Il presidente USA è un cristiano di confessione presbiteriana, ereditata dagli avi scozzesi della madre, ma non particolarmente praticante nella vita di tutti i giorni. Com’è noto, sua figlia Ivanka si è convertita all’ebraismo per sposare Jared Kushner. Ha anche antenati luterani da parte del padre, di origini tedesche.

Nelle scorse settimane, in una conferenza stampa, papa Francesco aveva dirottato una domanda sul suo giudizio su Trump: il Pontefice aveva sostenuto di non avere ancora formulato un’idea precisa perché non conosceva di persona il presidente degli USA.

La visita di Trump a Roma è proseguita al Quirinale, dove assieme al segretario di Stato Rex Tillerson ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. A pranzo è tornato a Villa Taverna, la residenza ufficiale dell’ambasciatore USA a Roma, dove ha ricevuto il premier Paolo Gentiloni.

F.M.R.

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