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Trump, il giuramento del 45° presidente USA

È il giorno di Donald Trump. Oggi il miliardario newyorkese pronuncerà il giuramento e inizierà il suo mandato come 45° presidente degli USA, succedendo a Barack Obama.

Washington è blindata. Intorno alla cerimonia si respira la stessa aria che ha accompagnato Trump per tutta la campagna elettorale: i sostenitori sono in visibilio, gli oppositori sul piede di guerra.

Ieri sera – mentre in Italia era notte fonda – è andato in scena il primo atto con il concerto inaugurale sul National Mall, il viale monumentale che collega il Campidoglio al Lincoln Memorial. Il presidente eletto – che si è presentato con la famiglia al gran completo – ha detto di voler “fare l’America di nuovo grande, per tutti”, e “unire il paese”.

Il giuramento ufficiale (sulla Bibbia che fu di Abraham Lincoln) è in programma oggi alle 11, quando in Italia saranno le 17, sulla scalinata del Campidoglio. Come già accennato, il dispositivo di sicurezza predisposto è imponente. La città di Washington è stata divisa per l’occasione in settori: sono stati predisposti blocchi del traffico e altre misure dirette a evitare gli incidenti. Nella capitale sono accorsi anche i Bikers for Trump, un gruppo di motociclisti che si sono autoproclamati servizio d’ordine dell’Inauguration Day.

Nonostante l’attenzione delle forze dell’ordine, però, i favorevoli e i contrari hanno già avuto modo di venire alle mani. È successo davanti al National Press Club, dove un gruppo di sostenitori di Trump aveva organizzato il DeploraBall, una festa che a dispetto del nome – ispirato sarcasticamente a una dichiarazione di Hillary Clinton – intendeva celebrare l’insediamento del nuovo presidente. I sostenitori di Trump sono venuti a contatto con un gruppo che stava manifestando contro di lui a pochi metri di distanza: c’è stato un lancio di oggetti, una persona è rimasta ferita, poi le forze dell’ordine in tenuta antisommossa hanno riportato la situazione all’ordine.

Altre dimostrazioni di dissenso sono in programma in tutto il paese e anche all’estero. In Europa sono attese manifestazioni a Londra e davanti alla Porta di Brandeburgo, a Berlino. La più imponente scenderà in strada a New York: sfileranno il regista Michael Moore, l’attore Robert De Niro e il sindaco Bill De Blasio, che alcuni commentatori già vedono candidato alle presidenziali 2020. Nella capitale invece è in programma la Women’s March on Washington, una manifestazione promossa da associazioni femministe che sfilerà lungo Independence Avenue, a pochi passi dal Campidoglio.

Inoltre, sessanta esponenti del partito democratico fra deputati e senatori hanno annunciato che diserteranno la cerimonia del giuramento, che prevede la partecipazione dei membri di tutte e due le camere del Congresso.

F.M.R.

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