I manifestanti abbattono la statua di Lenin a Kiev

Ucraina, la polizia sgombera la protesta. Trenta feriti

Gli Usa: “Disgustati”. Il presidente Yanukovich promette: Kiev non ricorrerà più alla forza contro i manifestanti pacifici.

Manifestanti nella notte a Kiev (ph. Reuters/Stringer)

Manifestanti nella notte a Kiev (ph. Reuters/Stringer)

Sale la tensione a Kiev, capitale dell’Ucraina, dove le proteste e gli assembramenti di manifestanti favorevoli all’Unione europea sono stati definitivamente sgomberati questa mattina all’alba dalla polizia in assetto anti sommossa, dopo che negli scontri notturni si sono registrati almeno una trentina di feriti più o meno gravi, di cui almeno 15 in ospedale.

Teatro delle cariche, piazza dell’Indipendenza (Maidan Nezalezhnosti), il cuore delle manifestazioni “europeiste”, che dal 21 novembre vedono ogni giorno migliaia di persone. Cariche che sono inammissibili per una società democratica, come ha detto in una nota ufficiale il sottosegretario agli Esteri Usa, Victoria Nuland, che si è recata a Kiev proprio per mediare con il premier ucraino Viktor Ianukovich.

Quest’ultimo, dal canto suo, ha promesso che non sarà più utilizzata la forza per reprimere proteste pacifiche.

A sua volta Catherine Ashton, capo della diplomazia dell’Unione europea, si è detta “estremamente delusa” per l’uso della violenza contro i manifestanti, ma è rimasta a Kiev perché “vuole continuare a spingere per il dialogo”, sebbene questo sia diventato più difficile dopo le cariche di questa mattina.

A quanto riferito dalla stessa Ashton, Ianukovich

“ha ribadito la volontà di firmare l’accordo d’associazione con l’Ue: ho discusso l’urgente bisogno di liberare gli arrestati e di una rapida ed equa indagine per portare i responsabili delle violenze davanti alla giustizia”.

E nella trattativa entrano anche i soldi come strumento di pressione. La Commissione europea, infatti, ha intanto rifiutato i 20 miliardi di euro di aiuti che l’Ucraina ha chiesto per firmare l’accordo di associazione alla Ue.

“Non giochiamo con le cifre, accordi di questo genere servono alla prosperità del paese e questa non può essere oggetto di un’asta in cui il miglior offerente si aggiudica il prezzo”, ha indicato il portavoce della Commissione.

Purtroppo, il rischio è che il paese possa scivolare nella guerra civile. Questo è infatti l’allarme lanciato dal patriarca della Chiesa ortodossa ucraina, Filarete, che ha invitato le autorità a cessare le violenze e a firmare un accordo di associazione con l’Ue, come chiesto dai dimostranti.

“Le azioni violente – ha ammonito il patriarca – possono solo portare a una radicalizzazione della protesta e a una guerra civile”.

Intanto, in mattinata le “teste di cuoio” hanno tentato di irrompere nel municipio occupato, ma i dimostranti non gli hanno neanche consentito di uscire dai blindati e sono state costrette a fare dietrofront. Le forze dell’ordine si son fatte largo tra la folla a colpi soprattutto di scudi e manganelli, dispensando colpi a destra e a manca. Si spiega così, probabilmente, l’alto numero di ferite alla testa e fratture di arti e costole lamentati dai manifestanti feriti. Decisive per sventare l’atto di forza sono state le reazioni della folla, che ha difeso compatta le occupazioni ed ha resistito, anche con un muro umano di 4 mila persone.

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