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Un fagiolo ci salverà: 2016 è anno dei legumi

Fagioli, lenticchie, ceci, piselli e fave. Fanno bene a noi ed anche al pianeta. Nell’anno internazionale delle leguminose voluto dall’Onu, all’incontro organizzato dalla vicepresidente della Camera Marina Sereni hanno partecipato vari istituti di ricerca, la Fao, i ministeri degli Esteri e delle Politiche Agricole.

Il fagiolo e le leguminose in generale sono una specie chiave per la sicurezza alimentare globale  – ha affermato Roberto Papa promotore del progetto Bean Adap – ed oggi rappresentano la principale fonte proteica nelle aree agricole dell’Africa e del Sud America”.

Umberto Eco: i fagioli hanno salvato l’Europa dalla fame. Tutti concordi nel dire che i legumi fanno bene ma per quale motivo? Nei paesi più poveri, come l’America Latina o dell’Africa contribuiscono a combattere la malnutrizione e di conseguenza sono validi alleati del nostro organismo contro le malattie. La soluzione potrebbe essere quindi quella di aumentare la possibilità di crescita delle leguminose in quei Paesi dove ce n’è più bisogno.

Ed è proprio a questo che mira il progetto di ricerca “Bean_Adapt”, condotto dall’Università Politecnica delle Marche (Univpm) e finalizzato a identificare le basi genetiche dell’adattamento all’ambiente del fagiolo. “Umberto Eco diceva che i fagioli hanno salvato l’Europa dalla fame e dalla malnutrizione – ha affermato Roberto Papa, professore di Genetica agraria dell’Univpm –  sono la ‘carne dei poveri’ e hanno sostentato intere generazioni rurali europee”.

“Il nostro obiettivo è migliorare le piante e distribuire direttamente agli agricoltori i semi insieme alle informazioni, grazie alla collaborazione della Banca del Germoplamsa del Cnr di Bari” ha aggiunto il professore.

Chi mangia legumi vive meglio: lo dimostrano i quadri di Van Gogh e Carracci. Per farci capire la centralità dei legumi nell’alimentazione umana, Papa invita a confrontare due dipinti:   I mangiatori di patate (1885, ndr.) di Vincent Van Gogh Il mangiatore di fagioli di Annibale Carracci (1583/84, ndr). Nel primo caso “si vedono persone dall’aspetto piuttosto provato e spento per l’assenza di determinati aminoacidi e vitamine nella dieta”. Nel secondo, “il personaggio ritratto è molto più rubizzo e in salute”.

Ma i legumi risultano fondamentali in qualsiasi sistema agricolo sano e contribuiscono all’equilibrio dell’intero ecosistema, sottolinea ancora Papa.

Queste piante, sorte sulla terra 50 milioni di anni fa, hanno sviluppato un sistema di simbiosi con alcuni batteri, detti ‘rizobii’. Grazie a questa ‘collaborazione’, fagioli, lenticchie e ceci riescono a sfruttare le capacità di tali batteri di fissare l’azoto atmosferico e di trasmutarlo in azoto minerale, utilizzabile da parte delle piante per auto-concimarsi. Un esempio classico è la ‘milpa’, un sistema di coltivazione sviluppato in Mesoamerica che associa mais, fagiolo e zucca. Ed è proprio il fagiolo che aiuta le altre due piante fornendo loro azoto”.

L’importanza della dieta mediterranea. I legumi, come anche i cereali, le noci o i semi sono al centro della nostra dieta mediterranea, così seguita in tutto il mondo. Ebbene, averla abbandonata o messa da parte per dare sempre maggior spazio, nella nostra alimentazione, alla carne, potrebbe compromettere anche la nostra salute e quella di tutti coloro che abitano nei Paesi cosiddetti “ricchi” con un grave danno per l’ambiente.

“Se i Paesi ricchi consumassero più legumi che carne – ha aggiunto lo studioso – potrebbero ridurre le emissioni di C02, causa principale dei cambiamenti climatici. Ma purtroppo anche in Italia la dieta è sempre meno mediterranea, ormai consumiamo anche noi tanta carne come gli americani”.

I legumi, oltre a contenere preziosi aminoacidi essenziali, aiutano a combattere e prevenire obesità e malattie cardiovascolari. “Non a caso i coniugi Keys – conclude Papa – che studiarono in Cilento la dieta mediterranea, constatarono che i legumi erano una costante nell’alimentazione delle popolazioni locali che godevano di buona salute. E nel 1967 scrissero il libro The benevolent bean (“Il fagiolo benevolo”, ndr), i cui descrivevano i fagioli come un cibo salvavita.

“Dovremmo dunque produrre e consumare più legumi perché fanno bene all’ambiente e la salute. La questione di fondo rimane culturale. E allora ben vengano convegni come quello di oggi, che accendono i riflettori sulla ricerca”. Insomma, sembra proprio che tutti i fagioli abbiano delle vere “proprietà magiche”, non solo quelli che permettono di arrampicarsi sulle nuvole e rubare galline dalle uova d’oro a giganti addormentati.

 

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