Per la vita, senza compromessi

Per il quarto anno consecutivo Roma, sede della cristianità e centro della vita politica, ospita la Marcia per la Vita, manifestazione alla quale aderiscono le persone che non accettano strumenti di morte quali aborto ed eutanasiavogliono far prevalere i diritti di chi non ha voce come nascituri, disabili e anziani.

MarciaIl raduno è fissato per domenica 4 maggio, in piazza della Repubblica. Da lì il corteo si muoverà alle 9.00 percorrendo via Nazionale, piazza venezia e corso Vittorio per raggiungere Castel Sant’Angelo. L’iniziativa è una “marcia”, non una processione religiosa, e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi ai quali è consentito partecipare con i loro simboli ad esclusione di quelli politici.

Monsignor Ignacio Barreiro Caràmbula,  direttore  esecutivo dell’ufficio Romano di Human Life International, invita a partecipare alla marcia per “affermare in un modo forte la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione”.  Da qui la necessità, sottolinea mons. Caràmbula, di  “difendere gli anziani, i malati e disabili contro la crescente deriva verso la legalizzazione dell’eutanasia”. Ma non possiamo separare la difesa della vita – ammonisce – dalla difesa della famiglia “perché la famiglia naturale è la culla della vita”. Famiglia, specifica il direttore dell’ufficio romano per la difesa della vita, che deve intendersi “costituita sulla base dell’unione permanente e fedele fra un uomo e una donna, con l’apertura e disponibilità a ricevere i figli “. 

Partecipare dunque alla “Marcia per la Vita” di domenica 4 maggio, conclude mons. Igmnacio Barreiro Carambula, significa  “affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo”.

 

 

 

 

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