Abuso d’ufficio. Questa l’accusa fatta dalla Procura di Roma al ministro dell’Interno Angelino Alfano per violazione dell’articolo 323 del codice penale. L’inchiesta coinvolge anche il viceministro Filippo Bubbico, il suo segretario Ugo Malagnino, l‘ex senatore del Pd Vladimiro Crisafulli e Cataldo Salerno, presidente dell’Università Kore di Enna.
Oggetto dell’indagine è il trasferimento del prefetto Fernando Guida, dalla città di Enna ad Isernia. “La vicenda di cui si parla è un caso nato morto – ha commentato Alfano – superato e smentito dai fatti”.
La vicenda riguarda il commissariamento dell’Università non statale di Kore. Il 18 dicembre, dopo la proposta della Fondazione per la libera università della Sicilia centrale Kore di modificare il proprio statuto, Guida aveva avviato le procedure per il commissariamento della stessa fondazione, la quale ha la facoltà di nominare il presidente dell’Università di Enna. Il 23 dicembre, il Consiglio dei ministri approva (insieme a quello di altri 13 prefetti) il trasferimento di Guida, arrivato in Sicilia nel 2014, ad Isernia (Molise).
L’ipotesi investigativa è che il trasferimento potrebbe essere stato disposto per evitare il commissariamento che è però comunque avvenuto, quando a fine gennario, la vice prefetta vicaria Tania Giallongo ha sciolto gli organi amministrativi dell’Università di Kore e nominato tre commissari con un mandato di sei mesi (prorogabili): Francesca Adelaide Garufi, Carlo Colapietro e Angelo Paletta.
Il primo febbraio il fascicolo del provvedimento firmato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal sostituto Roberto Felici è stato inviato al tribunale dei ministri: “In data odierna – si legge nell’avviso – questo ufficio ha trasmesso il procedimento sopra indicato al competente Collegio per i reati ministeriali, al quale i suddetti possono presentare memorie o chiedere di essere ascoltati”.
In ministro Alfano si è subito difeso asserendo che tutto è avvenuto senza che vi fosse «sollecitazione o pressione alcuna» e «con la piena condivisione dell’interessato».
L’ex procuratore di Enna Calogero Ferrotti, invece ha deunciato che : «L’allontanamento di Guida è un vero sfregio al tessuto vivo di questo territorio. Fin dal suo insediamento aveva dato l’immagine autorevole della presenza dello Stato, in una terra difficile. Al radicamento di questi principi basilari, alcune forze, da tempo, si dimostrano invece indifferenti, se non addirittura avverse».
Dello stesso avviso anche Sergio Lari, procuratore generale di Caltanissetta che aveva commentato così il trasferimento di Guida: «Sono stati posti aperti tentativi di bloccare un’indagine della magistratura e di delegittimare con una denuncia fatti inesistenti contro chi stava conducendo quelle indagini nel pieno rispetto delle regole e senza alcun clamore mediatico».
P.M.