Accordo raggiunto a Ginevra all’alba di domenica 24 novembre. Le potenze mondiali del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) hanno deciso le regole che deve seguire l’Iran per l’approvvigionamento di armi nucleari.
Il ministro degli Esteri e capo negoziatore per il nucleare iraniano Mohammad-Javad Zarif è stato tra i primi a dare l’ annuncio via twitter, definendolo “un primo passo importante”, nell’auspicio che questo accordo “conduca a passi concreti” nel miglioramento delle relazioni tra l’ Iran e le potenze occidentali, ma sottolineando come l’ Iran mantenga il diritto di arricchire l’ uranio secondo i termini previsti dal Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari.
Il ministro degli Esteri e capo negoziatore per il nucleare iraniano Mohammad-Javad Zarif è stato tra i primi a dare l’ annuncio via twitter, definendolo “un primo passo importante”, nell’auspicio che questo accordo “conduca a passi concreti” nel miglioramento delle relazioni tra l’ Iran e le potenze occidentali, ma sottolineando come l’ Iran mantenga il diritto di arricchire l’ uranio secondo i termini previsti dal Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari.Si tratta di un primo passo storico: un’ intesa limitata a 6 mesi di tempo che prevede un alleggerimento delle sanzioni internazionali in cambio della sospensione della parte più controversa del programma iraniano, quella volta a costruire armi nucleari. Nei 6 mesi definiti dall’ accordo proseguiranno i colloqui e soprattutto i controlli da parte degli ispettori internazionali con l’ obiettivo di arrivare ad una soluzione definitiva che ponga fine ad un decennio di scontri. n base al comunicato diffuso dalla Casa Bianca, l’ accordo di quattro pagine prevede che l’ arricchimento dell’ uranio da parte dell’ Iran non superi il 5%. Tutto l’ uranio arricchito dall’ Iran al 20% dovrà venire diluito per allontanarsi dalla soglia prossima allo status di arma nucleare. L’ alleggerimento delle sanzioni commerciali è stato quantificato in meno di 7 miliardi di dollari mentre
secondo quanto scrive l’ agenzia iraniana Isna, il governo di Teheran potrà anche accedere all’ equivalente di 4,2 miliardi di dollari che si trovano in fondi esteri congelati dalle sanzioni e che sono proventi della vendita di greggio.
secondo quanto scrive l’ agenzia iraniana Isna, il governo di Teheran potrà anche accedere all’ equivalente di 4,2 miliardi di dollari che si trovano in fondi esteri congelati dalle sanzioni e che sono proventi della vendita di greggio.
Con l’accordo di Ginevra “ora il mondo è più sicuro”, dichiara il presidente americano Obama commentando l’intesa raggiunta dopo giorni di trattative. Ne ha parlato per circa 6 minuti dalla State Dining Room della Casa Bianca: “Abbiamo strenuamente perseguito la strada della diplomazia e oggi la diplomazia ha dischiuso una nuova strada verso un mondo più sicuro. Per la prima volta in quasi un decennio siamo riusciti a fermare una parte del programma nucleare iraniano”. Inoltre “l’Iran fermerà i lavori al reattore al plutonio” di Arak e “nuove ispezioni garantiranno ampio accesso agli impianti nucleari dell’Iran, consentendo alla comunità internazionale di verificare il mantenimento degli impegni”. Per Obama si tratta di “limiti importanti” che Teheran ha accettato di rispettare e “gli impediranno di realizzare un’arma nucleare”. E’ comunque solo un “primo passo” a cui seguirà fra sei mesi un “nuovo negoziato che affronterà tutte le preoccupazioni portare dal programma iraniano”. Obama si dice sicuro che “l’Iran non potrà adoperare tali negoziati per avanzare segretamente il programma nucleare”. A fronte delle concessioni ottenute dall’Iran, il gruppo 5+1 si impegna a garantire una “modesta riduzione delle sanzioni”. “Ci asterremo da imporre nuove sanzioni e consentiremo al governo iraniano di accedere ad una parte delle entrate finora bloccate – spiega Obama – ma la struttura delle sanzioni rimane in vigore e continuerà ad essere applicata con fermezza, se l’Iran verrà meno agli impegni presi in questi sei mesi, torneremo ad aumentare la pressione”. L’obiettivo finale dei negoziati è che “l’Iran, come ogni altra nazione dovrà essere in grado di avere accesso all’energia nucleare civile ma, a causa delle violazioni commesse, dovrà accettare un regime di limitazioni al proprio programma per rendergli impossibile raggiungere l’atomica”.
Da qui il messaggio all’Iran: “Sta a Teheran dimostrare che il suo programma nucleare avrà solo obiettivi pacifici, se coglie questa opportunità il suo popolo ne avrà benefici ma se rifiuta andrà incontro a maggiori pressioni e isolamento”. Al Congresso di Washington, Obama chiede di “evitare l’approvazione di nuove sanzioni perché ciò danneggerebbe questo primo promettente passo e rischierebbe di far venir meno la coalizione che ha consentito alle sanzioni di essere efficaci”. E agli alleati più inquieti, a cominciare da Israele e Paesi del Golfo, Obama assicura: “I nostri impegni rimangono tali, perché queste nazioni hanno buone ragioni per essere scettiche sulle intenzioni dell’Iran”. Ma ciò che più conta per Obama è che l’intesa interinale raggiunta a Ginevra è un passo che conferma come “solo la diplomazia può portare a soluzioni durevoli al problema posto dal programma nucleare iraniano” anche se “come presidente e comandante in capo farò ciò che è necessario per impedire all’Iran di avere l’atomica”.