Ambiente: laddove c’era erba ora c’è una città

Il suolo italiano viene ‘mangiato’ dal cemento con la velocità di 8 metri quadrati al secondo. A stabilirlo è lo studio dell' Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra).

Il suolo italiano viene ‘mangiato’ dal cemento con la velocità di 8 metri quadrati al secondo. A stabilirlo è lo studio dell’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), che nel suo rapporto dimostra come negli ultimi cinque anni il consumo di suolo in Italia sia cresciuto al ritmo di oltre 8 metri quadrati al secondo. Il ritmo è addirittura più veloce di quello degli ultimi 50, quando se ne andavano 7 mq al secondo di suolo. Il picco però si è avuto negli anni ’90 quando, forse complice anche l’organizzazione dei mondiali di calcio, nel nostro Paese l’incremento di suolo occupato ha raggiunto addirittura quasi i 10 metri al secondo.

Già nel 1956 il nostro Paese era al di sopra della media europea attuale: l’ Italia oltre 50 anni fa aveva infatti consumato il 2,8% del territorio; e, mentre la media europea di oggi si attesta al 2,3%, l’ Italia cresce fino a un consumo nel 2010 pari al 6,9%. Tradotto in termini di superficie significa che ogni cinque mesi viene cementificata un’ area pari a quella di Napoli; ogni anno una pari alla somma di quella di Milano e Firenze.

Se suddividiamo poi i mq per ogni cittadino, ognuno di noi è stato privato di 390 mq di suolo. Bisogna dunque ritrovare “un equilibrio tra il consumo di suolo, lo sviluppo delle città e il rapporto tra la campagna e area urbana”, dice il presidente Ispra, Bernardo De Bernadinis.  Le zone esposte al pericolo di frane e alluvioni sono infatti molte e interessano oltre 5 milioni di italiani. Il rischio idrogeologico riguarda 6.633 comuni (pari all’ 82%) che hanno aree sensibili. Motivo per cui occorre ”ridisegnare il quadro della gestione del suolo è un problema non più rinviabile per l’Italia”, come osserva il sottosegretario alle Politiche agricole, Franco Braga, soprattutto per non passare dal Belpaese conosciuto per i paesaggi mozzafiato e le bellezze storiche, apparentemente destinato al futuro paese delle palazzine in costruzione.

Alessandra Angeletti

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